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venerdì 28 aprile 2017
La nostra storia di latte... mamma Marysa e Carlotta
lunedì 10 aprile 2017
Sono proprio quei giorni duri che ho superato, che mi hanno portato fino qui...la storia di Valentina e Carlotta
lunedì 2 gennaio 2017
Storia di latte tra Loredana e Matteo.
domenica 1 novembre 2015
IL RUOLO DEL FRENULO NELLA SUZIONE E NEL LINGUAGGIO
lunedì 24 agosto 2015
ALLATTAMENTO CHE FATICA ....la storia di latte di Silvia
venerdì 5 dicembre 2014
...ho continuato, ascoltando il mio istinto e il mio bambino ... LA STORIA DI LATTE DI SILVIA E GIOELE..
lunedì 24 novembre 2014
..io, te e la tetta... la storia di Sara e della piccola Greta.
lunedì 5 maggio 2014
Ogni ciucciata, ogni ruttino, ogni rigurgito, ogni addormentamento mi mancherà... LA STORIA DI LATTE DI LAURA E DEI SUOI 4 BIMBI ALLATTATI
lunedì 27 gennaio 2014
...non sono solo io a nutrire lei ... con quella goccia di latte che le scende dalla bocca...beh,ecco quando la guardo il mio cuore scoppia di gioia ,mi sento piena, la mia Anima vola!! LA STORIA DI LATTE DI LUANA
sabato 25 maggio 2013
...quando qualcosa non va, una mamma lo sa...LA STORIA DI VALERIA E DEL PICCOLO LUCIO
Da dove iniziare? beh, iniziamo dal vero inizio, quando tutto è cominciato, quando questo meraviglioso universo si è aperto ai miei occhi ed al mio cuore: quando Lucio è nato!Il parto è stato un po' difficile, sono saltate fuori un sacco di complicazioni una dietro l'altra, prima le acque che non si rompevano e che anche l'ostetrica ha faticato a rompermi, quando ormai ero dilatata di 10 cm e non si poteva più aspettare, poi le contrazioni che sono sparite, dove non si sa, poi dopo la maledetta ossitocina son tornate e io non le sentivo più, poi la sua testolina che era super in alto e il fatto che abbia dovuto spingere due ore senza la voglia per farla scendere, quando finalmente c'eravamo la mia stellina ha pensato bene di impegnare un braccio insieme alla testa, e messo pure di traverso, cosi mi sono beccata un bel taglio, nonostante avessi passato gli ultimi due mesi a massaggiare e ungere il perineo nella speranza di essere elastica, e alla fine ero talmente stremata che se non mi fossero saltati sulla pancia stile wrestler il mio piccolo non sarebbe mai nato...questo dimostra che le cose non sono mai come ci aspettiamo, ci sono delle sorprese, alcune belle ed alcune brutte, il parto mi ha riservato quelle brutte, ma il dopo ha portato tante di quelle belle, nonostante le difficoltà Lucio stava benissimo e ha gridato subito come un matto, quindi senza neanche pulirlo e aspirarlo mi han fatto tornare in sala travaglio dove un osterica mi ha afferrato una tetta e gliel'ha cacciata in bocca, almeno cosi brutale mi era sembrata la cosa, ma in realtà, riflettendoci, il fatto è che siamo abituate a considerare le nostre tette proprietà privata, non era stata poi cosi indelicata, è solo che non si è abituate ad essere manovrate cosi.
Lucio si è attaccato subito benissimo e sembrava se ne fregasse altamente del mio piangere e tremare...
In seguito è arrivata qualche altra brutta sorpresa, il dolore all'attacco, le ragadi al seno sinistro, quando arrivava il momento della poppata al seno sinistro mi venivan le lacrime solo a pensarci, ancora ora, dopo tre mesi, produco più latte dal seno destro, perchè per evitarmi un po' di dolore la prima settimana attaccavo due volte a destra e una a sinistra...ma ho stretto forte i denti, perchè allattare era una delle cose a cui tenevo dipiù, ho capito che è difficile, ma se ci tieni veramente non ti arrendi, e ho capito il perchè tante mamme si arrendono, perchè l'inizio non è solo difficile, ma è veramente difficile...
La montata non è arrivata subito, e il pediatra mi ha allarmato alle dimissioni, perchè il bambino ha avuto un calo del 15% e secondo lui era a forte rischio, ormonale com'ero, inutile dire che sono arrivata a casa piangendo, pregandolo di attaccarsi come si deve, e invece il mio cucciolo non faceva altro che dormire, avessi allattato a richiesta le prime due settimane avrebbe fatto tre poppate al giorno, cosi mi toccava svegliarlo, anche se mi dispiaceva, ma ero terrorizzata...
Dal quindicesimo giorno di vita la mia stellina ha avuto una crescita pazzesca, e mi son tirata su...
Quando finalmente l'allattamento era diventato più piacevole, i dolori all'attacco e le ragadi solo un ricordo, è arrivata un altra brutta sorpresa...Lucio ha iniziato durante la poppata a strillare come un aquila, ad irrigidirsi e inarcarsi tutto, non capivo cosa c'era che non andasse, siccome il problema è iniziato in concomitanza dei primi vaccini erano tutti pronti a dirmi che era solo "disturbato" per colpa del vaccino (anche la pediatra e la puericultrice), di non preoccuparmi, di stare tranquilla, che non era nulla, che ero io che mi facevo troppe pippe mentali, che ero esagerata...ma io sentivo che qualcosa non andava, e non capivo, ero sempre li a pensare a cosa poteva essere, ero sempre impegnata a cercare un perchè, il momento della poppata, che dovrebbe essere cibo e amore era arrivato a non essere nemmeno più cibo, il ritmo era una succhiata e uno strillo, una succhiata e uno strillo, e io piangevo con lui...mi sentivo inadeguata, come se non riuscissi più a capirlo, come se non riuscissi più a dargli ciò di cui aveva bisogno. Più mi agitavo e più lui reagiva peggio, ma il non agitarsi era diventato impossibile perchè non capivo cosa aveva. Tutti quelli che assistevano a queste scene insistevano che ero io a non avere più latte, o a dire che il mio latte era "diventato cattivo" ma io sapevo che non poteva essere cosi, anche se, quando sei in quello stato psicologico vicino al tracollo, quasi quasi dai retta anche alle stupidaggini della gente. Per fortuna per me non è stato cosi, ho avuto l'immensa fortuna di partecipare alla pagina di sos allattamento, cosi ho esposto i miei dubbi e Monica ha potuto aiutarmi...finalmente una teoria sensata, finalmente ascoltando tutti gli strani comportamenti qualcuno ha saputo dirmi cosa aveva mio figlio.
Si tratta di reflusso silente, tutte le cose si sono collegate, anche cose che aveva fatto da quando era nato e pensavo fossero normali, come ad esempio dopo mangiato il ruminare continuamente e portare la lingua dentro e fuori dalla bocca per ore...pensavo fosse semplicemente la digestione, e invece no...poi c'era il fiume di bava e schiuma che produceva costantemente, il fatto che si svegliasse urlando improvvisamente, che dormisse quasi solo più in braccio e se lo mettevi giù eran strilli, insomma, tutti i nodi sono venuti al pettine.
Ora le cose vanno meglio, sto tentando la terapia posturale prima di dare dei farmaci, e sembra funzionare bene, prima di tutto sapendo di cosa si tratta ho cercato di calmarmi io, poi con qualche accorgimento la situazione è migliorata notevolmente...ora non si poppa più facendo formare una angolo tra tronco e gambe, ma si sta belli dritti, si sta sempre dritti mezzoretta dopo le poppate, in braccio alla mamma o al papà e la nonna, si stringe un po meno il pannolino, insomma cose da poco, che però ti cambiano la vita, e sopratutto cambiano la sua...
Ho capito anche una grande cosa, quando qualcosa non va, una mamma lo sa...non importa cosa dicono gli altri. E' una cosa che si sente dire in giro, ma non ci credi finchè non lo sperimenti.
grazie Monica, agli occhi degli altri sembrerebbe una cosa da poco e invece hai fatto molto molto molto
giovedì 23 maggio 2013
“Mamma...poco poco”... la storia di Patrizia e Santiago

Dice che le tiravo la maglietta e le dicevo “Mamma...poco poco”
Io sorrido sempre quando lo racconta.
E’ per questo, dice, che ho le ossa forti. Poi dice anche sempre che un giorno ha bussato alla testata del letto e mi ha detto “Chi è? Uuuh é il vecchietto. Ha detto che oramai sei grande e non devi più ciucciare”.
E da allora ho smesso di bere il latte di mamma, senza nessun tipo di trauma.
A me nessuno aveva detto che il dolore dell’allattamento sarebbe stato uno dei dolori più dolorosi.
Più delle contrazioni. Veramente nessuno mi aveva detto nemmeno che le contrazioni sarebbero state così dolorose.
Ma l’allattamento.
Quando Santiago è uscito, la prima cosa che ho pensato è stata “Oh noo…ha il mio naso!”
Poi me lo hanno messo sulla pancia, lui ha tirato su la testa in cerca della mia tetta e la seconda cosa che ho pensato è stata: “Ma…ma…vuole già mangiare???”
L’ostetrica me lo ha attaccato e lui ha iniziato a ciucciare come se non mangiasse da mesi.
Istinto animale, ho pensato.
Lo ammetto: mi sono sentita subito una figa ed ero felice perché sapevo storie di bambini che non si attaccano, non ciucciano, che fanno fatica.
Mi è sembrata subito la cosa più naturale del mondo, a parte avere, il giorno dopo, occhi di amici, parenti, conoscenti e passanti puntati sulle mie tette. Ecco quello è meno naturale. Cioè di colpo tutti guardano il bambino, e subito dopo, il bambino attaccato alle tue tette. E tu che fino a poco tempo fa…voglio dire, non è che sia la cosa più naturale del mondo stare con le tette di fuori.
A meno che tu non sia una cultrice del topless.
Due giorni dopo avevo i capezzoli in fiamme. Da lì capii che forse tanto figa non lo ero.
C’era qualcosa che probabilmente sbagliavo. Ma non sapevo che il peggio doveva ancora arrivare.
Di natura sono una che non ama disturbare, quindi ho chiamato poche volte le ostetriche perché pensavo, da stupida, che una mamma deve saper allattare da sola, seguendo la natura. Come fanno i gatti, i cani, e tutti gli altri animali che allattano, di cui non ricordo le specie.
Poi avevo sempre mani e dita di mamme, nonne, papà, nonni, zie, cugine infilate tra la bocca di mio figlio e la mia tetta: ”Mettilo su, guarda che non respira, tienilo alto, tienilo basso, attenta alla mano, ma mangia di nuovo? ma non avrà mica fame? mettiti sulla sedia, sulla poltrona, nel letto…”
E quindi le prime poppate sono state più cha altro uno stress acrobatico da circo con un bel sorriso di circostanza appiccicato alla bocca.
I primi mesi, lo dico in tutta onestà, sono stati una vera prova di resistenza al dolore e di educazione per non mandare a cagare qualcuno.
Io avevo deciso di allattare. E non sono mai stata così determinata in tutta la mia vita.
Volevo che anche Santiago avesse le ossa forti come le mie.
Ho pianto tanto. Ho pianto perché i miei capezzoli si erano tutti tagliati. Ma a Santiago sembrava che la cosa non fregasse minimamente.
Ecco quella è stata la mia forza. Lo guardavo ciucciare per resistere.
Ricordo che quando si avvicinava l’ora della poppata o quando mugugnava perché aveva fame, io iniziavo a sudare. A tremare. Mi uscivano le lacrime e mi irrigidivo tutta. Temporeggiavo, respiravo, lo avvicinavo e quando vedevo quella boccuccia che si faceva enorme, e che da lì a poco avrebbe succhiato con tutte le sue forze procurandomi ulteriori tagli., beh in quei momenti allattare non era tanto naturale.
Per me non sono esistiti pensieri tipo: ”Non avrò il latte”. Per me, mia nonna ha allattato, mia mamma ha allattato, mia zia ha allattato, mia sorella ha allattato. E io avrei allattato. Io volevo allattare.
Una specie di tradizione di famiglia.
La cosa che mi ha aiutata tanto, a parte la determinazione, era sentire mia mamma che stringendomi la mano mi diceva: ”Ci siamo passate tutte” o mia sorella che mi precedeva di 5 mesi che mi diceva: ”Tranquilla davvero, guarda che poi passa” o mia zia “A me usciva il sangue dai capezzoli, quello non è niente” o ancora l’ostetrica che mi incoraggiava come si incoraggia un atleta stremato vicino al traguardo.
Non ricordo quando il dolore è finito.
Ricordo solo che a un certo punto, all’improvviso, è diventato tutto un piacere.
L’ora della poppata era un momento intimo, magico, surreale. Vedere Santi che si addormentava con la tetta in bocca, o che ciucciava come un forsennato sbrodolandosi il latte dalla guance.
In quei momenti del resto del mondo non mi fregava niente.
Ho allattato ovunque. Persino intrufolata in una palazzine del centro città, seduta sui gradini freddi di pietra della scalinata principale. Santi non poteva aspettare.
E una delle cose più belle sono i sorrisi complici che ci si scambia con le donne, quando ti vedono farti cibo per il tuo bimbo.
Santi adesso ha tredici mesi. Ciuccia al mattino, alla sera prima di andare a nanna e ogni volta che ne abbiamo voglia. A me non frega dei pareri di nessuno. Mi sono affidata al mio istinto.
E beh ovviamente anche alle ostetriche, che sono le uniche figure professionali a cui ho deciso di affidarmi.
Quando mi chiedono: ”Ma ciuccia ancora???” A parte pensare “Ma fatti i c. tuoi” rispondo: “Si” con un bel sorriso, come a dire ”Ma certo, perché non dovrebbe???”
Il latte non è mai andato via, nemmeno quando ho attraversato un fortissimo periodo di stress.
Che non è la casa in disordine.
A volte guardo Santi che orami è quasi un ometto e gli dico “Santi forse è il caso di piantarla un po’ lì”
Ma poi lui mi sale in braccio, mi tira la maglietta e mi guarda come per dire ”Mamma…poco poco”
Vabbè Santi, aspetteremo quando un giorno passerà il vecchietto da queste parti…
venerdì 3 maggio 2013
LATTE E MAMMA...LA STORIA DI CRISTINA
Mi chiamo Cristina e ho 40 anni! Ho due figlie: Galadriel di 14 anni, nata dal mio primo (unico e ultimo) matrimonio e Ilaria di 40 giorni. Due “bimbe” proprio diverse a vederle…perché ovviamente assomigliano ai rispettivi papa’! Galadriel è nata di ben 5,050 kg alla 41esima settimana, Ilaria di 3,820 alla 38esima. Ho allattato Galadriel esclusivamente al seno per sei mesi e poi, dopo lo svezzamento, per altri otto mesi ha continuato ad attaccarsi. Non ho mai avuto problemi di ragadi (facevo asciugare un po’ del mio latte sui capezzoli per creare una sorta di patina protettiva). Tutto liscio, insomma, se non per il fatto che non prendeva né ciuccio né biberon e quindi la mia tetta era l’unico modo per calmarla, per farla addormentare etc. E’ stato molto impegnativo anche perché quasi da subito ho dovuto seguire una dieta rigorosissima per via di una sua presunta intolleranza ai latticini (si svegliava spessissimo, si strofinava il viso, russava e aveva macchiette e pustoline). Ci sono stati momenti in cui avrei voluto sinceramente mollare, ma ha sempre prevalso la voglia di dare il meglio a mia figlia e la mia testardaggine. Alla fine, quando lei si è staccata spontaneamente e definitivamente, ho pianto! Quindi per Ilaria mi aspettavo lo stesso percorso…anzi pensavo che la montata lattea mi sarebbe venuta prima perché ho iniziato ad attaccarla da subito in sala parto (per Gala non era stato possibile), invece la piccola non riusciva a “prendere” i miei capezzoli, forse un po’ troppo grossi per la sua boccuccia e mi si sono tagliati immediatamente. Sono rimasta in ospedale cinque giorni e per tutto il tempo ho pianto dal dolore ogni volta che provava a ciucciare. Per aiutarmi a guarire un po’ le ferite le infermiere davano l’aggiunta di latte artificiale ogni tanto ed io ero già preoccupata che poi non si attaccasse piu’. Insomma tutte le mie sicurezze da mamma “vissuta” si sono dissolte in un attimo e mi sono sentita alquanto incapace. Tornata a casa e guariti i capezzoli (per fortuna..grazie ad impacchi di connettivina e soprattutto al Purelan), ci si è messo anche il mio compagno a rendermi piu’ insicura di quanto non fossi già…era in ansia perché non aveva il timore che la piccola non mangiasse a sufficienza, voleva che la pesassi ogni volta, mi chiedeva tutte le volte che la sentiva piangere se non fosse per il latte…insisteva anche per usare piu’ spesso il biberon con il latte artificiale.
Insomma un vero stress..cosi’ ho chiamato il pediatra che aveva seguito Galadriel che mi ha consigliato di rivolgermi ad una consulente per l’allattamento…Monica Bielli. Cosi’ ho fatto: gentilissima è venuta a casa mia e ha supervisionato la bimba, il suo modo di attaccarsi al seno, il mio modo di allattare…mi ha dato preziosissimi consigli e mi ha rincuorata ed incoraggiata. Mi ha fatto sentire una “buona madre”. Nei giorni seguenti ho affittato il tiralatte elettrico per evitare ingorghi mammari, facilitare un po’ la piccola e rassicurare anche il padre (ogni tanto il bibe con il mio latte tirato lo sollevava). Ho eseguito gli utili esercizi per la suzione corretta e tutto si è risolto anche abbastanza velocemente. Ilaria ha imparato ad attaccarsi bene, i capezzoli non mi fanno piu’ male, ho latte in abbondanza, ho restituito il tiralatte (ne ho uno manuale che va benissimo all’occorrenza). Beh rimangono poi i soliti problemi…intolleranza alimentare come la prima figlia (e te pareva!!!) e le temutissime coliche!! Sono di nuovo a dieta strettissima..vorrà dire che faro’ prima a tornare nei miei “mitici jeans”!
GRAZIE MONICA….
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