mercoledì 28 settembre 2016
...una delle esperienze più belle che abbia vissuto... la storia di latte di Elisa e Matteo
mercoledì 10 dicembre 2014
Amore quindi è la parola che per me più si addice all’allattamento....riflessioni di mamma Claudia.
mercoledì 26 novembre 2014
Poi finalmente arrivò in camera tra le mie braccia.... la storia di latte di Sara e Edo.
sabato 5 aprile 2014
IL CERCHIO DELLA VITA.... la storia di latte di Elena.
lunedì 31 marzo 2014
...ho capito quanto sarà dura per me rinunciare a questi nostri momenti esclusivi.... la storia di un allattamento "prolungato". La storia di Claudia..
giovedì 23 maggio 2013
“Mamma...poco poco”... la storia di Patrizia e Santiago

Dice che le tiravo la maglietta e le dicevo “Mamma...poco poco”
Io sorrido sempre quando lo racconta.
E’ per questo, dice, che ho le ossa forti. Poi dice anche sempre che un giorno ha bussato alla testata del letto e mi ha detto “Chi è? Uuuh é il vecchietto. Ha detto che oramai sei grande e non devi più ciucciare”.
E da allora ho smesso di bere il latte di mamma, senza nessun tipo di trauma.
A me nessuno aveva detto che il dolore dell’allattamento sarebbe stato uno dei dolori più dolorosi.
Più delle contrazioni. Veramente nessuno mi aveva detto nemmeno che le contrazioni sarebbero state così dolorose.
Ma l’allattamento.
Quando Santiago è uscito, la prima cosa che ho pensato è stata “Oh noo…ha il mio naso!”
Poi me lo hanno messo sulla pancia, lui ha tirato su la testa in cerca della mia tetta e la seconda cosa che ho pensato è stata: “Ma…ma…vuole già mangiare???”
L’ostetrica me lo ha attaccato e lui ha iniziato a ciucciare come se non mangiasse da mesi.
Istinto animale, ho pensato.
Lo ammetto: mi sono sentita subito una figa ed ero felice perché sapevo storie di bambini che non si attaccano, non ciucciano, che fanno fatica.
Mi è sembrata subito la cosa più naturale del mondo, a parte avere, il giorno dopo, occhi di amici, parenti, conoscenti e passanti puntati sulle mie tette. Ecco quello è meno naturale. Cioè di colpo tutti guardano il bambino, e subito dopo, il bambino attaccato alle tue tette. E tu che fino a poco tempo fa…voglio dire, non è che sia la cosa più naturale del mondo stare con le tette di fuori.
A meno che tu non sia una cultrice del topless.
Due giorni dopo avevo i capezzoli in fiamme. Da lì capii che forse tanto figa non lo ero.
C’era qualcosa che probabilmente sbagliavo. Ma non sapevo che il peggio doveva ancora arrivare.
Di natura sono una che non ama disturbare, quindi ho chiamato poche volte le ostetriche perché pensavo, da stupida, che una mamma deve saper allattare da sola, seguendo la natura. Come fanno i gatti, i cani, e tutti gli altri animali che allattano, di cui non ricordo le specie.
Poi avevo sempre mani e dita di mamme, nonne, papà, nonni, zie, cugine infilate tra la bocca di mio figlio e la mia tetta: ”Mettilo su, guarda che non respira, tienilo alto, tienilo basso, attenta alla mano, ma mangia di nuovo? ma non avrà mica fame? mettiti sulla sedia, sulla poltrona, nel letto…”
E quindi le prime poppate sono state più cha altro uno stress acrobatico da circo con un bel sorriso di circostanza appiccicato alla bocca.
I primi mesi, lo dico in tutta onestà, sono stati una vera prova di resistenza al dolore e di educazione per non mandare a cagare qualcuno.
Io avevo deciso di allattare. E non sono mai stata così determinata in tutta la mia vita.
Volevo che anche Santiago avesse le ossa forti come le mie.
Ho pianto tanto. Ho pianto perché i miei capezzoli si erano tutti tagliati. Ma a Santiago sembrava che la cosa non fregasse minimamente.
Ecco quella è stata la mia forza. Lo guardavo ciucciare per resistere.
Ricordo che quando si avvicinava l’ora della poppata o quando mugugnava perché aveva fame, io iniziavo a sudare. A tremare. Mi uscivano le lacrime e mi irrigidivo tutta. Temporeggiavo, respiravo, lo avvicinavo e quando vedevo quella boccuccia che si faceva enorme, e che da lì a poco avrebbe succhiato con tutte le sue forze procurandomi ulteriori tagli., beh in quei momenti allattare non era tanto naturale.
Per me non sono esistiti pensieri tipo: ”Non avrò il latte”. Per me, mia nonna ha allattato, mia mamma ha allattato, mia zia ha allattato, mia sorella ha allattato. E io avrei allattato. Io volevo allattare.
Una specie di tradizione di famiglia.
La cosa che mi ha aiutata tanto, a parte la determinazione, era sentire mia mamma che stringendomi la mano mi diceva: ”Ci siamo passate tutte” o mia sorella che mi precedeva di 5 mesi che mi diceva: ”Tranquilla davvero, guarda che poi passa” o mia zia “A me usciva il sangue dai capezzoli, quello non è niente” o ancora l’ostetrica che mi incoraggiava come si incoraggia un atleta stremato vicino al traguardo.
Non ricordo quando il dolore è finito.
Ricordo solo che a un certo punto, all’improvviso, è diventato tutto un piacere.
L’ora della poppata era un momento intimo, magico, surreale. Vedere Santi che si addormentava con la tetta in bocca, o che ciucciava come un forsennato sbrodolandosi il latte dalla guance.
In quei momenti del resto del mondo non mi fregava niente.
Ho allattato ovunque. Persino intrufolata in una palazzine del centro città, seduta sui gradini freddi di pietra della scalinata principale. Santi non poteva aspettare.
E una delle cose più belle sono i sorrisi complici che ci si scambia con le donne, quando ti vedono farti cibo per il tuo bimbo.
Santi adesso ha tredici mesi. Ciuccia al mattino, alla sera prima di andare a nanna e ogni volta che ne abbiamo voglia. A me non frega dei pareri di nessuno. Mi sono affidata al mio istinto.
E beh ovviamente anche alle ostetriche, che sono le uniche figure professionali a cui ho deciso di affidarmi.
Quando mi chiedono: ”Ma ciuccia ancora???” A parte pensare “Ma fatti i c. tuoi” rispondo: “Si” con un bel sorriso, come a dire ”Ma certo, perché non dovrebbe???”
Il latte non è mai andato via, nemmeno quando ho attraversato un fortissimo periodo di stress.
Che non è la casa in disordine.
A volte guardo Santi che orami è quasi un ometto e gli dico “Santi forse è il caso di piantarla un po’ lì”
Ma poi lui mi sale in braccio, mi tira la maglietta e mi guarda come per dire ”Mamma…poco poco”
Vabbè Santi, aspetteremo quando un giorno passerà il vecchietto da queste parti…
mercoledì 22 maggio 2013
... Perciò accettate i buoni consigli...Ma l'ultima parola datela al vostro cuore...LA STORIA DI DARIA..

La mia avventura inizia il 7 Agosto 2011 quando la mia bella bimba vigorosa e potente decise di ciucciare solo da una parte.
Naturalmente ho subito pensato che era un problema mio..e non sapevo proprio da che parti girarmi. In più per tutti i 5 giorni di ricovero la bambina ha continuato così e strillava da matti quando non riusciva a ciucciare..Diventava tutta rossa e soffiava forte con il naso.
Io ero disperata!Le infermiere entravano di continuo per controllare cosa stava succedendo..E a parte alcune tutte le altre non mi hanno tanto aiutato.
Sono uscita dall'ospedale super demoralizzata con la sensazione che non c'è l'avrei mai fatta a risolvere questo problema...
Invece dopo 2settimane che mi tiravo il latte con il tiralatte, dalla parte dove la bimba non ne voleva sapere,come per magia c'è l'abbiamo fatta insieme e abbiamo continuato fino a una settimana fa.
Dopo 21mesi io ho preso la decisione di smettere di allattare
Tranquillamente... ammetto di essermi stancata.
Stanca di non essere libera di andare in bagno durante la notte perché lei ciucciava sempre sopra di me. Stanca di vivere perennemente con il seno per aria tanto da dimenticarlmelo così. Stanca di non avere un ciclo regolare e addirittura di saltarlo
Ma soprattutto la voglia di creare un rapporto diverso con mia figlia, una coccola speciale solo nostra..Un momento solo per noi due che prima veniva rappresentato dall'allattamento ma adesso ci sono altre mille cose meravigliose che possiamo fare insieme.
Ora la mia bambina si addormenta accarezzandomi il seno,le canto la ninna nanna e dorme serena.
Voglio sottolineare che è stato un percorso molto difficile. Anche la decisione che ho preso di interrompere l'allattamento. Ho capito che ogni cosa è possibile se si vuole davvero e che spesso siamo noi mamme a farci tante paranoie e mille problemi mentri i nostri bimbi sanno adattarsi meglio di noi e vivono sereni accanto a noi.. sentono che ogni decisione giusta o sbagliata presa per loro è presa con il cuore!
Perciò accettate i buoni consigli...Ma l'ultima parola datela al vostro cuore.
lunedì 13 maggio 2013
LA STORIA"DI LATTE " DI CLAUDIA

Poi l’attimo subito dopo in cui mi hanno dato il fagotto in braccio e il mio cuore si gonfiava di emozione vedendo anche mio marito in lacrime, la paura di farlo cadere visto la scarica di adrenalina che stava scemando e il mio tremare forte forte.
Davide è nato il 14 marzo 2009 dopo sei ore di travaglio. Un bel bimbo di 3 kg e 500 già biondo, appena fuori me l’hanno subito attaccato e per lui è stata la cosa più naturale del mondo. Nei giorni successivi però la montata lattea ha tardato ad arrivare e Dado ha perso parecchio peso quindi, simpaticamente, la pediatra dell’ospedale mi ha detto allora:- Signora lei di sicuro dovrà dare qualche integrazione ma tranquilla non è la fine del mondo.- Frastornata sono tornata a casa per starci però poco perché giorni dopo mi hanno di nuovo ricoverato il mio piccolo per gli alti livelli nel sangue di bilirubina e per sottoporlo quindi ai cicli di fototerapia come sarebbe poi successo anche con Viola. Per questo motivo entrambe le volte ho vissuto la situazione in modo molto negativo pur sapendo che i bimbi stavano bene solo che, come sapete, la voglia di tornare a casa è tanta e quindi non riuscivo a godermi in pieno i primi momenti col mio cucciolo di turno. Fatto sta che, grazie soprattutto all’ottimo personale dell’ospedale di Novi che mi ha sempre seguito e supportato, anzi, credo di aver fatto venire l’esaurimento quando ero ricoverata con Viola per i miei pianti isterici perché sentivo la mancanza di Davide a casa, il latte è arrivato eccome. Davide in quella settimana, dopo aver avuto un notevole calo fisiologico, è stato dimesso dai cicli di fototerapia che aveva superato il peso della nascita e da li ho capito che ce l’avrei fatta.
Cinque libri, sono gli ultimi che sono riuscita a leggere da quando ho figli e li ho letteralmente “mangiati “ tutti nei primi 40 giorni di vita di Dado che era diventato un prolungamento del mio seno ed io ero un tutt’uno col divano. Era praticamente sempre attaccato; lunga poppata, pisolino quasi sempre in braccio e di nuovo poppata…sinceramente non credo che nei primi due mesi abbia mai tenuto nemmeno due ore fra una e l’altra, fortuna che ho sempre avuto marito, mamma e suocera sempre ad aiutarmi e grandi alleati nell’allattamento ad oltranza. Dopo i primi mesi le tempistiche si sono allungate ma, pur scoprendo dopo i sei mesi il cibo, Davide ha sempre voluto la sua amata “titta” restando parte integrande della sua vita fino a 32 mesi. Quanti sermoni da parte di “amiche” depositarie della conoscenza assoluta secondo le quali Davide sarebbe diventato un insicuro, mammone e io e mio marito ci saremmo allontanati per la mancanza di intimità. Difatti grazie alla nostra mancanza di intimità ad aprile 2011 sono rimasta incinta inaspettatamente della mia Viola e, come sempre ho risposto e rispondo tuttora a quelli che mi rimproverano di far dormire i miei figli nella nostra stanza, dico che per fortuna non vivo in un monolocale ma in un appartamento con diverse stanze. Per quanto riguarda il distacco dal seno di Davide un po’ io ho patito perché mi sentivo in colpa con lui essendo incinta di 30 settimane, mi sembrava di tradirlo. Però la natura è come sempre meravigliosa e più semplice di come noi uomini crediamo, lui dopo qualche pianto si è arreso alla mia volontà ed insieme abbiamo trovato altri modi per coccolarci.
Quindi dopo nove mesi da quell’aprile, il 19 Gennaio 2012 è arrivata nella nostra sconclusionata famiglia la mia principessa, Viola, un terremoto di energia e vitalità che si è dimostrata molto indipendente già dalla nascita. Con lei il latte è arrivato subito e tanto, dopo il ciclo di fototerapia i giorni in casa sono passati veloci, lei tendenzialmente dopo che era sazia si staccava perché voleva fare dell’altro e, una volta scoperto il cibo solido lo ha sempre preferito rispetto al latte. Per carità, ora ha 16 mesi e comunque ciuccia ancora diverse volte al giorno però fra un piatto di lasagne e la tetta questa “ingrata” indiscutibilmente sceglie le lasagne. Con lei non mi voglio porre limiti, dopo l’esperienza di Davide ho deciso di vivere il tutto molto tranquillamente, la natura farà il suo corso e quando sarà il momento manderò in pensione la mia latteria anche se mi mancherà tanto.
La gioia di vedere crescere i propri piccoli non ha eguali e una mamma sa sempre cos’è meglio per i suoi cuccioli ad ogni età, sia che abbia allattato o che per qualsiasi motivo abbia dato latte artificiale.
Concludo con un luogo comune ma che è semplice e vero. ESSERE MAMMA E’ IL MESTIERE PIU’ IMPEGNATIVO MA APPAGANTE E BELLO DEL MONDO…Noi donne per questo siamo molto fortunate e SPECIALI…
Claudia Carrega
martedì 11 marzo 2008
Allattamento oltre l'anno
Chiara si è svezzata da sola ad un anno e quindi tante pressioni non le ho subite. Domande come: ma come mai succhia ancora'? ma non è un vizio? ma dimmi la verità...non è che sei tu che vuoi darglielo a tutti i costi? non è che gli provoca danni emotivi? lo vuoi allattare fino a quando va a militare???(battuta che persiste anche se il militare non si fa più!!) le ho invece subite con l'allattamento di Luca e Dani che hanno succhiato più a lungo. Nol periodo dell'allattamento di Luca ho scritto delle cose ed ora mi sono riletta quello che avevo scritto quando Luca si è svezzato da solo e senza pressioni dal seno.
Luca si è svezzato ... (agosto 97)
Luca si è svezzato, da solo all’età di tre anni e mezzo.Non so dire come è successo, è successo e basta.In quel periodo poppava solo più al pomeriggio per addormentarsi ed al mattino appena sveglio.In vacanza, poi, ha smesso di fare il pisolino del pomeriggio e probabilmente poppando solo più una volta al giorno ha cominciato a dimenticarsene.E’ stato un po’ di giorni senza chiedere niente e poi quando sen’è ricordato, io gli ho risposto che ormai era grande e potevamo smettere.Lui ha detto che i bimbi grandi hanno un garages per le macchine, se poteva averne uno e così è stato.L’allattamento di Luca è finito ed è arrivato il garages delle macchine per il bimbo grande.Sinceramente pur parlando sempre di svezzamento naturale, non credevo che per Luca avrebbe funzionato, proprio lui che i primi due anni è rimasto attaccato a me (nel vero senso della parola) giorno e notte e che definirlo “ad alto bisogno” era veramente poco.Ricordare adesso le parole di chi non approvava il nostro modo di “stare insieme” mi fa sorridere ma al tempo ci stavo male perché è brutto sentirsi criticati quando si stà provando a dare il meglio ai nostri figli. E penso alle mamme che non hanno un sostegno ( io avevo mio marito e La Leche League) a come deve essere dura andare contro tutti da soli.Luca non ciuccia più e non è più un bambino ad alto bisogno.Ora ha 5 anni è sveglio, intelligente e così tenero, affettuoso e dolce che non posso pensare che non sia anche un po’ merito mio e di tutto il tempo che siamo stati davvero “insieme”.
Luca ora ha 14 anni e a chi mi aveva detto che l'allattamento prolungato gli avrebbe procurato una sessualità deviata(!!!!)vorrei rispondere che è "fidanzato"da 5 mesi...con una donna!!Ora...mi chiedo?Lo svezzamento è un esperienza di separazione?L’allattamento prolungato provoca bambini dipendenti?Lo svezzamento precoce provoca bambini indipendenti?Che cos’è l’indipendenza per un bambino di 2-3 anni?L’allattamento prolungato crea mamme dipendenti?

