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sabato 25 febbraio 2017

Ho allattato con il cuore, con la testa e..con il tiralatte. La storia di latte di Serena e Mariasole


Quando ero in attesa di Mariasole pensavo che allattarla sarebbe stata la cosa più semplice e naturale al mondo. Perché e' così che ai corsi pre-parto l'allattamento viene dipinto: un momento magico in cui tutto è spontaneo ed idilliaco, il bimbo si attacca seguendo il suo istinto naturale e la mamma è lì, pronta ad offrire tutto il suo latte. Nessuno ti dice cosa è realmente l'allattamento. Che e' sacrificio, devozione, pazienza, tanta pazienza, stanchezza. Che solo se hai le giuste motivazioni e il giusto supporto ci si riesce. Che non per tutti i neonati è uguale, che alcuni per i diversi e più svariati motivi non si attaccano subito o non si attaccano facilmente o non si attaccheranno mai, e che in questi casi, per sopperire senza perdere la possibilità di allattare, esiste il tiralatte e che esistono figure professionali in grado di aiutare le neo mamme dispensando consigli pratici e soprattutto fornendo sostegno morale. Perchè è proprio il sostegno morale ciò di cui una neo mamma ha più bisogno per continuare a credere in se stessa e non cedere subito e senza nemmeno averci provato, al latte artificiale, più facile, subito pronto e decisamente meno impegnativo. E perchè senza sostegno morale non si acquisisce quella giusta tranquillità emotiva che tanto aiuta la produzione di latte. Quando Mariasole è nata ho capito immediatamente che allattare non era e non sarebbe stata quella passeggiata cosi semplice ed idilliaca che mi avevano dipinto. Mariasole ha dimostrato fin da subito difficoltà ad attaccarsi, a posizionare correttamente le labbra e soprattutto a succhiare. Dopo essersi attaccata a fatica, succhiava qualche minuto e, complice la bilirubina alta, si stancava facilmente e dopo pochi minuti si addormentava sfinita e non sazia. Passava più tempo a cercare di attaccarsi che a succhiare. Abbiamo passato ore al nido nel tentativo di “risolvere il problema” ed è al nido che per la prima volta mi sono imbattuta ed ho preso confidenza con quella macchina diabolica che da lì in poi è diventata la mia fedele alleata..il tiralatte! Nel frattempo Mariasole aveva perso peso, più del dovuto, ed ovviamente la colpa venne data al mio latte: “non succhia a sufficienza”, “non tiri a sufficienza”, “hai poco latte”. Al momento delle dimissioni il responso era chiaro: biberon e latte artificiale, visto che il mio tirato non era sufficiente e non la nutriva abbastanza. Il nostro rientro a casa è iniziato cosi, tra ripetuti ed isterici tentativi di attaccare Mariasole al seno, pianti disperati, sconforto, senso di inadeguatezza, lunghe e snervanti tirate manuali di latte ed alla fine biberon di artificiale per sopperire alla mia scarsa produzione. Nessuno mi aveva detto come e quanto tirare per non perdere il latte e per aumentare la produzione in modo che potesse arrivare ad essere sufficiente per Mariasole. E' in questa fase di sconforto totale che mi sono ricordata del gruppo SOS allattamento in cui pochi mesi prima ero stata inserita da un'amica -che ancora ora ringrazio di cuore- e del suo guru, Monica Bielli. I consigli di Monica sono stati provvidenziali e da subito hanno fatto la differenza e in poco più di due giorni la produzione è raddoppiata, riuscendo a soddisfare quasi integralmente la richiesta di una appagatissima Mariasole. Ma l'aiuto più prezioso è stato a livello psicologico-morale. Grazie a Monica ho capito che non c'era nulla di sbagliato in me, che ci sono bimbi che non riescono ad attaccarsi al seno e che il non allattare direttamente al seno non mi rendeva meno mamma, perché in qualche modo stavo allattando anche io. Sono passati tre mesi, tre mesi di me, Mariasole e il tiralatte. Tre mesi non facili, di giornate scandite dal dover tirare ogni tre ore per non diminuire la produzione, perché quando hai il latte, provi un immenso piacere a recuperane ogni singola goccia e una specie di senso di colpa nel non sfruttarne pienamente ciò che la natura ti ha donato. Tre mesi in cui ci ha fatto visita anche la mastite..male, tanto male, febbre, antibiotici, i seni giganti e bollenti, impacchi caldi e freddi, il latte che non viene più per 4 giorni e che poi, grazie a magica Monica ritorna praticamente come prima, il male che diventa un ricordo lontano, la paura di una eventuale ricaduta e i consigli di chi mi suggeriva di smetterla che straordinariamente se ne vanno spazzati dalla voglia di continuare a dare a Mariasole un po' di me. Tre mesi in cui ogni singola volta che ho dato a Mariasole un biberon di latte appena munto, nel sentire il piacere con cui se l'è gustato e nel vedere le goccioline traboccare sulle sue paffute guanciotte, mi si è riempito il cuore di gioia e di orgoglio per avercela fatta. Di una cosa ora sono certa, prima di tutto si allatta con il cuore, poi con la testa ed infine con il seno o..con il tiralatte! "

martedì 11 ottobre 2016

La storia d'amore tra me, Gabriele e il tiralatte.... Mamma Sonia e Gabriele


29/09/2016 18:02 La nostra è una "storiella a 3": tutto è iniziato lo scorso luglio 2015, quando ho scoperto di aspettare Gabriele 😍. È stato tanto cercato e immensamente voluto, dopo 8 anni di matrimonio. La gravidanza è continuata benissimo, senza nessun problema! Fino ad arrivare a 2 settimane prima della scadenza: il 22 marzo 2016, quando alle 20.38 è arrivato il nostro topolino 💖😍 con parto naturale..tutto è andato benissimo e finalmente ha inizio la nostro avventura. Nei 3 giorni passati in ospedale, Gabriele non si è mai attaccato alla tetta, nonostante i vari tentativi. Quanti consigli (anche non richiesti...o dati x sentito dire...), quanti pareri, quanto stress, ognuno diceva la sua: la posizione, la bocca, la tetta, stringi, alza....devi.... devi... devi... E basta!!!! 😒 x fortuna mi entrava e mi usciva...ho sempre fatto cosa il mio istinto di mamma mi diceva! E grazie a Dio!!!! 🙇 In ospedale, x quanto riguarda la sala parto, niente da dire...ma x quanto riguarda l'assistenza sull'allattamento proprio zero! Nessuna assistenza, chiedevo qualcosa e mi guardavano perplesse queste... oss? Infermiere? Boh?! 😶 queste figure vestite di bianco, che non si sa che ruolo avessero!! Mi hanno mandato una settimana dopo a fare una "visita di controllo sull'allattamento". Mah?? Una settimana dopo? Ma se io non avessi avuto l'istinto di tirarmelo da subito, appena andata a casa, dopo una settimana magari non ce l'avevo neanche più il latte, visto che il pupetto non ha mai ciucciato! Il tiralatte affittato era anteguerra, ma la sua funzione la faceva..infatti nella prima notte a casa, ho avuto la montata. Da li, ha inizio la mia storia d'amore col tiralatte! Provavo di continuo ad attaccarlo, ma cominciavo a stressarmi io (parenti e gente varia, chi mi giudicava di non volerlo attaccare o non lo facevo abbastanza!) e anche il pupo urlava come un disperato perché non riusciva. Lo vedevo che ci provava, ma dopo qualche tentativo si metteva a urlare come un disperato. Allora (lui aveva 3 settimane), mi sono decisa a chiamare Monica Bielli (consigliata da un collega di mio marito), che ha riscontrato il frenulo della linguetta un po' più corto del normale, infatti faceva fatica anche a prendere il biberon! Visto il tanto latte che avevo (ne tiravo circa 50/60ml alla volta con macchinetta singola e dell'anteguerra), Monica mi ha consigliato la tiralatte attaco doppio professionale da affittare, che x fortuna abbiamo trovato e di tirarmelo ogni 2/3 ore (anche di notte) per aumentare la produzione. Infatti dopo 3/4 gg sono arrivata a tirarmene anche 190ml alla volta. L'abbiamo poi portato all'ospedaletto per fargli fare ambulatorialmente un taglietto parziale del frenulo linguale. Qualche giorno dopo, ho sentito anche Adriana, una logopedista, che mi ha consigliato il biberon speciale, che ha una tettarella che lo avrebbe aiutato, oltre a fargli fare qualche esercizio x stimolare il movimento della linguetta. Piano piano è migliorato, ha iniziato a muoverla come non aveva mai fatto, anche se della tetta non ne voleva più sapere purtroppo. Ora Gabriele ha 6 mesi e mezzo ed è completamente svezzato e nonostante tutto, sono riuscita a dargli esclusivamente il mio latte x quasi 5 mesi!! Sono stati 5 mesi intensi...con tanti sacrifici e tanto sonno arretrato (faticosissimo alzarsi ogni 2/3 ore di notte). Mi sono tappata le orecchie, non ho più voluto sentire niente e nessuno e ho fatto cosa il "mio cuore di mamma" mi diceva di fare, ascoltando e osservando soprattutto "i segnali" che G
abriele mi mandava. E ne sono fiera. La testa dura, a volte, serve!!!

martedì 23 giugno 2015

LATTE IN PUNTA DI DITA... la storia di latte di Elena e Gisella


Non si smette mai d'imparare. Al termine dell'allattamento di Ginevra scrissi che speravo di ricominciare presto. Ed ecco 12 mesi esatti dopo, il test positivo! Una gravidanza di per sé problematica mi ha subito fatto capire che ci sarebbe stato da sudare. A causa di un iposviluppo e della mia placenta previa a 37 settimane intervengono. La mia cucciola nasce e stupendo tutti è perfettamente in grado di respirare autonomamente. Gisella la piccola guerriera 2kg di peso per 44 cm. Da qui inizia il mio secondo allattamento. Post cesareo e bimba con iposviluppo. Mi ero informata ed ero già in contatto con Monica Bielli il mio angelo del latte. Sapevo che dovevo iniziare il prima possibile a tirarmi il latte. E così fu. Tiravo ogni tre ore giorno e notte e tutto quello che usciva era per lei. Ci dimettono dopo 5 gg il calo massimo sono stati 80 gr ma era già in rimonta. A 48 ore dalle dimissioni (1 settima dalla nascita) aveva recuperato il peso alla nascita. L 'attaccavo per consolazione e stimolazione ma l'alimentazione era tramite biberon quasi esclusivamente mio latte tirato, avrò dato 2 giunte di artificiale al massimo in un giorno. Vi lascio immaginare quanto dormissi! La piccola però non voleva saperne di mangiare al seno la sua poppata non era efficace. Sapevo di dover intervenire il prima possibile. Chiamai Monica e ci accordammo di vederci da lì 4 gg in mezzo c'era Pasqua. Quando entrò in casa mi sentii al sicuro protetta. Parlammo molto esamino' Gisella dopodiché mi insegnò il finger feeding in pratica dovevo addestrare Gisella alla suzione mediante l utilizzo di una siringa e il mio dito. Se faceva i movimenti corretti rilasciavo il mio latte... così oltre a tirarmelo dovevo anche alimentarla a sondino considerando che prendeva anche 80ml di latte era un'ora buona di lavoro . Quindici giorni così . E l' attaccavo sempre per mantenerla attiva. In pratica ero in piedi 24h24. In aggiunta una serie di esercizi che dovevo far fare alla piccola per posizionare correttamente lingua labbra gengive. .. Dopo due settimane ero velocissima a darle da mangiare . Aveva capito il meccanismo doveva solo tararlo su di me. Decisi di togliere il biberon e attaccarla solo al seno. Provai un week end e... iniziò a prendere peso! A togliere completamente giunte ecc ci ho impiegato un'altra settimana ma che emozione dire a Monica che avevamo vinto anche questa volta ! Adesso ha quasi 3 mesi prende 200gr a settimana e pesa 4,550 kg ovvero 2,5 kg in più rispetto alla nascita !!! è impegnativa ma la soddisfazione di allattarla è enorme !!!! Non smetterò mai di ringraziare Monica per aver reso possibile anche questo allattamento per avermi insegnato a nutrire mia figlia . E come sempre un grazie speciale va a lui che alla fine se tutto questo è stato lo devo soprattutto a Marco il papà, silenzioso spettatore ma fervido sostenitore colui che per primo crede in me anzi in noi.

venerdì 15 maggio 2015

INCONTRI GRATUITI PER GESTANTI E NEO MAMME A NIZZA MONFERRATO


Agli incontri gratuiti informativi sono benvenute le gestanti, le neomamme, i papà e i nonni ! Vi aspettiamo il mercoledì pomeriggio nella sede dell' Ass. Prom. Soc. "Lo Spazio del sè" in via Crova 23 a Nizza Monferrato (lasciare il passeggino al pianterreno e salire al primo piano). CALENDARIO: -- Mercoledì 20 maggio h 16.30 : I pannolini lavabili come sono fatti? come funzionano? quali scegliere? ( incontro tenuto da Happi Ness consulente in formazione babywearing e Roberta Paci ) -- Mercoledì 27 maggio h 16.30: L'esogestazione . I primi 9 mesi dopo il parto ( incontro tenuto da Antonella Canavese - ostetrica del Cardinal Massaia di Asti ) -- Mercoledì 10 giugno h 16.30 : Diventare una famiglia senza perdere la coppia ( incontro tenuto da Claudia Lanni psicologa - psicoterapeuta ) -- Mercoledi 17 giugno h 16.30 : Allattamento al seno, come affrontare le difficoltà (incontro tenuto da Monica Bielli consulente professionale in allattamento IBCLC ) -- Mercoledì 23 giugno h 16.30 : "portare" il bambino - Si avrà modo di visionare diverse tipologie di fasce portabebè - (incontro tenuto da BeHappi consulente in formazione babywearing ) Incontri organizzati da SOSALLATTAMENTO (di Monica Bielli IBCLC) . Info e prenotazioni Monica Bielli 3272027093

mercoledì 25 febbraio 2015

...chiedete aiuto se necessario e supererete tutte le difficoltà insieme ai vostri cuccioli... LA STORIA DI LATTE DI BARBARA E DELLA PICCOLA AZZURRA


-------------Prima che iniziate a leggere la storia di Barbara ci tengo a precisare che il paracapezzolo è un ausilio valido se usato per brevi periodi e limitatamente ai casi dove può essere davvero di aiuto. Non è un ausilio da usare già in ospedale alla prima difficoltà di attacco. Puà essere valutato l'uso, assieme alla vostra consulente professionale, nei casi in cui il bambino ha la bocca troppo piccola oppure se la mamma ha capezzoli piatti o invertiti in abbinamento ad un bambino con la bocca piccola , in caso si suzione debole con altri ausili che permettano di dare il latte materno senza usare il biberon...RIPETO NON E' UN AUSILIO DA USARE ALLA PRIMA DIFFICOLTA' DI ATTACCO ! Monica Bielli--------------
La storia di latte mia e di Azzurra è iniziata il 05/02/2015. Era la mia seconda gravidanza quindi tante cose le ho date per scontate; tra queste l'allattamento. Ero sicura al 100% che avrei allattato la mia bambina proprio come avevo fatto la prima volta con Andrea, con la stessa facilità e naturalezza. Ho imparato che non sempre le cose vanno come ci si aspetta, che per scontato non bisogna dare nulla e che i bimbi non sono tutti uguali. Dopo un parto lampo e dolorosissimo ho finalmente stretto al petto la mia bambina. Come feci per suo fratello ho provato ad attaccarla subito al seno, posizione pancia a pancia. Dopo un'ora di tentativi vani, nei quali lei sembrava quasi giocare col capezzolo, ho chiesto aiuto ad un'ostetrica che con fatica è riuscita ad attaccarla. Dopo meno di un'ora Azzurra dormiva, così l'hanno portata via per la visita. Il primo giorno l'ha passato a dormire e vomitare liquido amniotico, le infermiere mi dicevano di stare tranquilla che era normale il primo giorno. Il secondo giorno quasi lo stesso, dormiva quasi sempre e ogni volta che provavo ad attaccarla i miei tentativi fallivano miseramente. Col passare del tempo la mia frustrazione aumentava, non riuscivo a spiegarmi il perchè di tanta difficoltà ad attaccarsi, dovrebbe essere naturale ed istintivo per un bimbo, perchè lei non ce la fa? Nel pomeriggio ho chiamato Monica di SOS ALLATTAMENTO che mi ha consigliato di spremermi un pò di colostro e darglielo con un contagocce. Così ho sguinzagliato mio marito in farmacia a comprarlo e per non mi ricordo quante volte mi sono letteralmente "munta" per poter dare qualcosa ad Azzurra. Mentre stavo per darle l'ultimo contagocce, ecco che arriva un'infermiera a prenderla per farle non so quale controllo e io le dicodi aspettare che finivo di darle il colostro. "Mi aspettavo una cazziata da qualcuno, invece la stessa infermiera di prima tornando in stanza mi ha detto che ho fatto bene a fare come ho fatto . Il mio umore era sotto terra, complice anche la stanchezza. Il giorno dopo, il terzo, avremmo dovuto andare a casa. Nel frattempo la montata lattea stava arrivando. Al controllo del peso, ovviamente, è venuto fuori che la bambina era calata troppo di peso per cui niente dimissioni. Fortunatamente quel giorno era tranquillo e sono stata aiutata ad attaccare Azzurra da un'infermiera famosa in reparto perchè si dice che riesca a fare attaccare tutti i bambini (la mitica Pinuccia, detta "Strilli"). Ci è riuscita anche con noi, a fatica e strizzandomi il seno non so quante volte. Ero un pò più serena e sicura che l'indomani saremmo andate a casa. Invece al controllo risultava ancora un calo di peso. Non è possibile, ho pensato, ieri si è attaccata e ha ciucciato e non poco, perchè è calata? Il pediatra mi ha detto di decidere se volevo andare a casa o fermarmi; visto che avevo già allattato con successo una volta si fidava delle mie impressioni e diceva di fare la cosa che mi rendeva più tranquilla. Decisi di fermarmi ancora un giorno, soprattutto perchè a casa con Andrea non avrei potuto dedicarmi totalmente ad Azzurra. Ho passato tutto il giorno a cercare di fare attaccare Azzurra e con fatica e qualche aiuto ogni volta ci sono riuscita. Alla sera sono andata al Nido per la doppia pesata e la mia infermiera del cuore (Strilli!!!) mi ha fatta fermare lì per dare la poppata. Alla fine aveva preso 40 grammi. Quella notte Azzurra ha dormito per 6 ore di fila (ed io con lei) quindi niente latte sino al mattino. Forse era ancora debole e aveva necessità di dormire piuttosto che poppare. L'indomani la buona notizia: ci dimettevano visto che la bimba aveva preso un pò di peso. Arrivate a casa il panico: mezz'ora per riuscire a farla attaccare. Ho avuto l'idea di farmi prestare un tiralatte e questa è stata la nostra salvezza. La sera non c'è stato verso, Azzurra non riusciva ad agganciare il seno. Dopo ore di tentativi vani e la bambina disperata, mi sono tirata il latte e gliel'ho dato con il biberon, coi sensi di colpa a mille e la sensazione di aver buttato alle ortiche il lavoro fatto in ospedale. Ma almeno la mia bambina aveva la pancia piena! Ho contattato Monica che è venuta a casa la mattina seguente. Azzurra teneva male la lingua (che forse era un pò cortina rispetto alla norma) e questo creava difficoltà nell'aggancio, oltre al fatto che i miei capezzoli non sono molto sporgenti. La nostra salvezza porta il nome di PARACAPEZZOLO. Dopo le prime difficoltà, Azzurra è riuscita finalmente ad attaccarsi e a fare le sue poppate. Ci metteva il suo tempo perchè dopo 5/10 minuti si abbioccava, ma pian piano abbiamo iniziato ad andare sempre meglio. Oggi, a 16 giorni di vita, siamo già riuscite a fare qualche poppata senza paracapezzolo, il nostro obiettivo è di riuscire ad eliminarlo completamente, un passo alla volta. Tutto avrei creduto, tranne che avrei avuto tante difficoltà per allattare. Mi son sentita dire che la bambina era pigra, che forse il mio seno non è fatto bene e per questo non riusciva ad attaccarsi. Per fortuna non ho la tendenza a farmi condizionare ma al contrario se desidero fortemente qualcosa faccio di tutto per raggiungerlo. E così ho fatto: anche se ho avuto dei momenti di forte sconforto e già mi vedevo alle prese con tiralatte e latte artificiale, mi sono scrollata, ho chiesto aiuto e grazie alla competenza e alla sensibilità di una professionista in gamba, alla fine ho raggiunto il traguardo. E' il consiglio che mi sento di dare ad ogni mamma: non ascoltate troppo chi vi sta intorno, non abbattetevi e non lasciatevi sopraffare dalla frustrazione, . Ah e oggi tutte le poppate sono state senza PARACAPEZZOLO!!!

mercoledì 18 febbraio 2015

Ce l' ho fatta principalmente grazie alla mia ostinazione... la storia di latte di Paola..


Vediamo un pó, da dove comincio...... Forse meglio dall'inizio. Terzo figlio, terzo allattamento, terzo inizio tragico anche se in tutti i casi montata in seconda giornata...... 9 anni fa a 28 anni ho il primo figlio allattato x 1 anno tra paracapezzoli, ragadi, doppie pesate, aumento ponderale meno del minimo, svezzamento a 3 mesi e mezzo, pappe serali preparate con latte artificiale perché lui non ne voleva sapere di aggiunte, integratori per me, ma almeno, tutto sommato, anche se in maniera traumatica, siamo riusciti ad andare avanti per un anno...... 5 anni dopo secondo figlio, inizio peggiore del primo. Una settimana in utin quindi latte artificiale per lui e io ogni tre ore a fare stimolazione in reparto con tiralatte elettrico. Per fortuna il piccolo é bravo e appena uscito accetta di buon grado le tette di mamma seppur con paracapezzolo per capezzoli piatti. Questa volta purtroppo andiamo avanti solo 8 mesi sempre a causa di doppie pesate che dicono che il piccolo prende poco. Solo che lui l' aggiunta la accetta e addio latte a 8 mesi. Tre mesi fa arrivo del terzo nanetto nato 1 mese prima come il secondo ma mentre lui era 3.420 kg questo é solo 2.620 quindi poca forza. Per fortuna sta bene e subito viene in stanza da mamma anche se con una "cattiva notizia": glicemia bassa quindi dato latte artificiale subito e continuare finché non inizia ad allattare bene. Ed inizia il dramma. In seconda giornata arriva la montata ma lui piccino dopo tre ciucciate dormiva esausto un po' perchè ancora doveva capire dove fosse e un po' perché aveva poca forza. Quindi si va avanti con latte artificiale dopo aver succhiato al seno. Al quarto giorno usciamo con un peso di 2.450 in aumento e consiglio di aggiunta. Bilirubina alta quindi controllo a distanza di due giorni. Nel frattempo me ne infischio del consiglio dell' aggiunta e mi faccio prestare un tiralatte manuale. Iniziamo le poppate nella tranquillitá (se cosí si puó chiamare vista la presenza dei fratelli un cane un gatto e un marito)di casa nostra. Il nanetto si attaccava al seno sinistro e ciucciava anche per un 'ora poi passava al seno destro e poi nanna. Andiamo a fare il controllo della bilirubina ed é in aumento, mi chiedono se il bimbo mangia a sufficienza e bagna i pannetti e rispondo di si. Al che sia la dott.ssa del nido sia quella mia mi dicono di fare doppie pesate x vedere la quantitá di latte presa. Ci provo e mi accorgo che dal.seno sinistro in quell' ora di poppata prende solo 10 gr il resto lo prende dal seno destro. Provo a tirarlo da quel seno da cui prende poco e ne esce tanto ma con una maggior difficoltà rispetto all' altro seno quindi si stanca e si arrende accontentandosi. In ogni caso nel complesso prende la giusta dose compensando dall altro seno. Torniamo in ospedale dopo altri due gg (al quinto dalle dimissioni) e la bilirubina é ancora in aumento, al che decidono di pesarlo e si accorgono che ha perso 10 gr quindi 2.440 kg. Conseguenza: signora il suo latte non va bene. Dia l' aggiunta di latte artificiale perché il bimbo non cresce e se non prende peso non scende la bilirubina e rischia il ricovero. Io in crisi. Rispetto al primo bimbo sono piú informata e so che non esiste il latte " non buono" quindi non capisco cosa stia succedendo. Anche la mia pediatra mi prescrive l' aggiunta. Torno a casa con le bottigliette (tra l altro prenidina liquido che in commercio non esiste e faccio carte false x trovarlo 90 gr a 2.40 euro). Prima di dare il latte artificiale provo un altra cosa. Ogni poppata attacco a sx poi a dx poi tiralatte a sx e glielo do col biberon e inizia a fare grandi mangiate. Ogni poppata dura un ora e mezza. Non nego che per due notti ho ceduto al latte artificiale perchè non avevo la forza per tirarlo. Riandiamo al controllo. Peso aumentato e bilirubina in calo. Tornata a casa prendo le bottiglie rimaste di latte artificilae e le riporto al negozio. Inizio a tirare dal seno sx più del necessario x fare scorta x la notte e riesco a barcamenarmi tra poppate, tiralatte e biberon di latte materno. Nel frattempo facciamo prove di paracapezzolo x vedere se al seno sx riesce a tirare meglio, ne compro due diversi, spugnature e doccette calde massaggi, compro biberon con tettarelle simili al seno e che non facciano passare facilmente il latte, insomma un calvario e non ci facciamo mancare ragadi tagli tette al vento e vea oil. Nel frattempo mio marito, mia mamma, suocera e chiunque fosse a conoscenza della situazione mi diceva di mollare che non potevo stressarmi così che sarebbe cresciuto bene anche con latte artificiale che rischiavo non crescesse ecc ma io imperterrita ho voluto insistere e prendermi le mie responsabilità. Il latte c' era, dovevo solo aver pazienza e fiducia nel mio piccolo. Poi all' improvviso dopo un mese riesce ad attaccarsi e fare una poppata decente anche al seno sx esclusivamente in posizione rugby........nel frattempo facciamo il bilancio del primo mese. Il nanetto ha preso 4 cm e 1 kg e la pediata mi dice di fare doppie pesate solo x scrupolo x vedere se mangia a sufficienza. La mando al diavolo e continuo le mie pesate ogni due gg. Oggi a 3 mesi e 1 settimana siamo passati dai 2.620 kg della nascita a 5.240kg solo ed esclusivamente grazie alle tette di mamma e alla mia testardagine. Mi dispiace solo di aver ceduto con gli altri. Col senno di poi le cose sarebbero potute andare diversamente. In questi tre mesi ho chiesto consigli a un ostetrica e a Sara un amica consulente sull' allattamento e preso spunti dal gruppo SOS ALLATTAMENTO. Abbiamo valutato posizioni rimedi metodi e compromessi. Se non ci fossi riuscita non avrei avuto nulla da rimproverarmi ma ci sono riuscita e non lo dico x presunzione ma ce l ho fatta principalmente grazie alla mia ostinazione...... Ora va tutto benissimo e ha imparato a succhiare in posizione corretta da entrambi i seni ! E la cosa piú bella é vedere il mio piccolo addormentarsi dopo la poppata col capezzolo ancora in bocca il sorriso e la goccina di latte...

lunedì 15 dicembre 2014

Per nessun motivo al mondo avrei rinunciato ad allattare Aurora. E questo lei lo sa.... la storia di latte di mamma Alice e Aurora


Un telo verde davanti al viso, una radio accesa e un’infermiera dagli occhi chiari che mi tiene la mano. E poi il musetto rotondo e assonnato di mia figlia. Questi i ricordi di quel martedì 30 luglio 2013, il giorno in cui è nata la mia Aurora. Mentre ero in sala operatoria, pensavo alle parole del ginecologo: “Signora, sembra che la bambina non cresca più… conviene farla nascere…” e pregavo solo che stesse bene. Per fortuna le mie preghiere sono state ascoltate: Aurora era in ottima salute, solo un po’ più leggera di molti altri bimbi, con i suoi 2,530 kg. Subito dopo il cesareo sono stata trasportata in una saletta post operatoria, e ho visto Aurora tra le braccia di Luca, il suo papà, che la guardava con gli occhi lucidi. Lei dormiva beata, ma come Luca l’ha messa sul mio petto si è svegliata e mi ha guardato… e lì ci siamo incontrate, mamma e figlia, pronte a prenderci cura l’una dell’altra, ad affrontare insieme un importante cammino di conoscenza, scambio, consapevolezza e amore. Aurora ha subito cercato il seno. Io, ancora provata dall’operazione, emozionata e timorosa di sbagliare, cercavo di aiutarla. Ho notato immediatamente una certa difficoltà di mia figlia ad attaccarsi: essendo piccina era più debole e spesso, dopo poco, si addormentava, oppure si arrabbiava perché non usciva latte ma solo poche gocce di colostro. La montata lattea è arrivata nella notte tra giovedì e venerdì. Ricordo come se fosse ora la sensazione di calore e la tensione al seno. Pensavo che con l’arrivo del latte “vero” i problemi dei primi due giorni si sarebbero risolti in un attimo. Mi sbagliavo. Aurora si attaccava raramente e dopo pochi minuti dormiva o piangeva disperata. In ospedale mi sentivo come in ostaggio: tutti a dirmi cosa dovevo o non dovevo fare, mille pareri discordanti, mille prove per fare mangiare la mia piccina. Mi dicevano di tenerla sveglia, di provare a farla attaccare anche quando lei non ne voleva sapere… mi facevano tirare il latte per poi darglielo nel biberon o con la siringa. Ero stanchissima e sotto pressione, passavo le giornate a piangere. Aurora non cresceva, con il calo era arrivata a 2,350 kg, e io temevo per la sua salute. Ogni mattina uno strazio, la pediatra la visitava al nido e il responso era sempre lo stesso: “la bambina non cresce”. E la colpa era mia. Mi sentivo, in realtà, doppiamente in colpa: la sua crescita si era arrestata nella pancia e ora che era nata non ero in grado di nutrirla come avrei voluto. Siamo rimaste in ospedale una settimana, una lunghissima settimana. Poi, finalmente, il 5 agosto siamo state dimesse. Aurora aveva preso poche decine di grammi, ma il pediatra aveva deciso di farci andare a casa. In realtà era ciò di cui avevamo bisogno. Di serenità. Di stare insieme a casa nostra e prenderci il nostro tempo. Perché io volevo con tutta me stessa allattare mia figlia, e sapevo che ci sarei riuscita! Il mese di agosto è stato durissimo. Per fare mangiare Aurora tiravo il latte almeno 3 volte al giorno e le davo l’aggiunta dopo la poppata al seno. A ripensarci ora mi sembra di aver vissuto con il tiralatte in mano, giorno e notte. Per fortuna avevo l’aiuto di Luca, che non si è risparmiato. E anche il supporto di Monica e delle mamme del gruppo Sos Allattamento… i preziosi consigli mi hanno aiutata ad avere coraggio e anche più fiducia nel mio istinto di mamma… un istinto innato che difficilmente sbaglia! Così, dopo poche settimane, abbiamo gradatamente eliminato le aggiunte e Aurora ha iniziato a mangiare solo ed esclusivamente al seno. Pian piano, giorno dopo giorno, tra le mie braccia, è cresciuta. In barba a chi pensava che non ce l’avremmo fatta vista la fatica iniziale; in barba a chi mi diceva “Ma lascia perdere! Per fare questa fatica, dalle il latte artificiale!”; in barba anche a chi, prima che nascesse, mi diceva che non sarei riuscita ad allattarla a causa delle dimensioni del mio seno non proprio da maggiorata! Vederla e sentirla attaccata a me è ancora e rimarrà sempre una delle sensazioni più belle al mondo. Nulla è così appagante, nessun momento così pieno d’amore. L’allattamento mi ha insegnato molto: a non mollare davanti alle difficoltà, a credere di più in me, ad essere più paziente. Per nessun motivo al mondo avrei rinunciato ad allattare Aurora. E questo lei lo sa. E infatti, ogni mattina e ogni sera, mi tocca con le sue manine e tutta contenta dice mi dice: “titta”!!!

venerdì 5 dicembre 2014

...ho continuato, ascoltando il mio istinto e il mio bambino ... LA STORIA DI LATTE DI SILVIA E GIOELE..


La nostra storia inizia alle 3.04 del 28/11/2013 quando dopo un faticosissimo e lunghissimo Travaglio nasce Gioele con parto cesareo d'urgenza per battito cardiaco alterato. Di quella lunghissima notte ho dei ricordi un po' offuscati dalla fatica, ma quello che ricordo benissimo è il momento in cui mi dicono che i battiti del cuore di Gioele stanno calando e che lui è in sofferenza, devono intervenire subito, lui è incastrato e non scende, nonostante io spingessi con tutte le mie forze, cercano di mettermi la ventosa intanto che l'equipe sta preparando la sala operatoria, io piango e Dario il mio compagno è stravolto accanto a me ma cerca di farmi forza. Mi confesserà dopo di aver temuto per la nostra vita. La ventosa non riescono ad inserirla ed io vengo trasportata in sala operatoria, da lì a poco vedrò il mio bambino! Ero sdraiata su quel lettino, quasi in croce, perché le braccia sono praticamente bloccate dalle flebo, finalmente l'anestesia aveva fatto effetto e i dolori atroci che avevo fino a qualche secondo prima erano cessati, l'infermiera mi rassicurava e mi diceva che sarebbe andato tutto bene. Sento tirare e strattonare e penso che il mio bimbo è lì che sta nascendo, dovrei sentirlo piangere, ma non sento niente e cerco di tranquillizzarmi, al corso preparto ci hanno spiegato che non piangono subito i neonati, ma sono in ansia e chiedo al l'infermiera che mi dice che è nato e lo stanno visitando, un vitellino di 3.920gr per 55cm! Poi sento il suono più dolce del mondo, la sua "vocina" che urla! Gioele ha sofferto un po' il parto e devono tenerlo nella notte nella culletta termica perché fa freddo, me lo fanno vedere un secondo, gli do un bacio e me lo portano via. Non dimenticherò mai quel visino contratto e tutto rosso, era arrabbiato, povero piccolo. Verso le nove del mattino finalmente me lo portano in camera e l'infermiera mi chiede se volevo provare ad attaccarlo, mi dice che avendo i punti del cesareo probabilmente mi avrebbe fatto male, ma io in quel momento non sentivo niente, la fatica del travaglio e della notte appena passata erano svaniti, ero già seduta sulla sedia nonostante i punti e il catetere e aspettavo solo lui. Me lo mette in braccio e lui come sente la tetta ci si avventa sopra famelico e inizia a ciucciare, come se non avesse fatto altro nella vita, ci sono rimasta male, non credevo avessero un istinto così forte. Io rimango lì a guardarlo, le sue manine, il suo visino, era perfetto, una meraviglia. Gioele aveva una fame nera, i giorni in ospedale sono stati durissimi, lui piangeva sempre ed io cercavo di attaccarlo il più possibile nonostante i dolori ai capezzoli dei primi giorni, stringevo i denti quando si attaccava e pensavo ma se fa così male come faccio. Il secondo giorno arriva un'infermiera della nido e verifica se si attacca bene, lui ciucciava bene e mi controlla il seno, mi dice che è caldo e che ho un bel capezzolo di portare pazienza che il latte sarebbe arrivato e di tenere le tette al vento che così non mi sarebbero venute le ragadi, è così è stato. È stata durissima vederlo così disperato, lui ciucciava e ciucciava e poi si arrabbiava perché non usciva niente e mi tirava le testate. verso il terzo giorno i parenti cominciavano a consigliarmi velatamente di chiedere di dargli il latte artificiale, poverino dicevano sembra un uccellino, se non ti arriva il latte come fai, lui deve mangiare, ma io sono una testona e sono andata avanti così, è arrivato quasi al limite del calo fisiologico, ma finalmente verso la sera del quarto giorno mi accorgo intanto che ciuccia che le sue labbra che erano sempre secche iniziano ad essere umide e penso, sta arrivando ed è arrivato finalmente il latte! Il giorno dopo ci dimettono, finalmente arriviamo a casa e la stanchezza mi è arrivata addosso tutta insieme, come un treno. A casa i nonni che ci accolgono e festeggiano ed io seduta sul divano con lui in braccio che ciuccia, desideravo solo stare sola con il mio bimbo ed il suo papà nessun'altro attorno e invece tutti lì a guardarmi, mi sentivo sul tavolo dell'inquisizione! I primi giorni a casa sono stati faticosissimi, i nonni sempre tra i piedi a cercare di "aiutarmi" ed io non riuscivo a rilassarmi con il mio bambino. Fortunatamente il mio compagno capisce la situazione e dice a tutti di stare a casa loro per un po' perché abbiamo bisogno di stare soli, lui mi aiuta in casa, fa tutto lui ed io devo solo pensare a Gioele. È così prendiamo il nostro ritmo ci conosciamo, Gioele cresce benissimo, quasi un kilo al mese solo del mio latte, è un orgoglio quando alle visite la pediatra mi dice che ha una crescita perfetta e armoniosa, di continuare così! È così ho continuato, ascoltando il mio istinto e il mio bambino che sapeva benissimo cosa doveva fare, fregandomene quando mi dicevano che ciucciava troppo che mangiava sempre e che sarebbe stata dura fargli mangiare altro perché era troppo attaccato alla tetta. Invece Gioele che ora ha un anno mangia con gusto di tutto e adora ancora la sua tetina. Il mio bimbo mi ha insegnato tanto, ad aspettare che i tempi siano maturi a non giudicare le altre mamme, perché ognuna fa sempre il meglio per il suo bimbo ed è facile da fuori dire io farei diversamente, ma quando ti trovi con tuo figlio urlante, stanca da mesi di notti insonni a volte cerchi la via per sopravvivere e sopratutto mi ha insegnato a cercare sempre di essere serena perché loro vivono per un nostro sorriso. È questa è la fine della mia storia ma non del mio allattamento, andrò avanti fino a quando io e Gioele ne avremo voglia!

mercoledì 26 novembre 2014

Poi finalmente arrivò in camera tra le mie braccia.... la storia di latte di Sara e Edo.


Edoardo e' nato l'8/06/2013 prematuro a 34+4 settimane e pesava 2480kg...e questo ha fatto si che parte di quello che mi avevano raccontato al corso pre parto e avevo letto sull'allattamento era andato a farsi benedire. Lui non era in camera con me fin dal primo momento ma doveva stare in neonatologia con gli altri piccoli bimbi nati prematuri.. Ma per fortuna all'ospedale di Asti dov' e' nato mi dissero da subito: "Sig.ra quando vuole venga di la e provi a tirarsi il colostro per far arrivare la montata lattea che lo diamo al piccolo".. È così mi ritrovai i primi giorni a vedere la mia compagna di stanza dormire la notte col suo bimbo al seno ed io con le altre mamme coi tiralatte ad avere delle ventose rumorose attaccate al seno e a mettermi la sveglia anche la notte per andare dalle puerpere a tirarlo e portarlo in neonatologia per darne il più possibile a Edo!
che piccolo com' era faceva fatica ad attaccarsi e quando ci riusciva si addormentava, da lì l' iniziale paura che non crescesse, ma poi l' illuminazione della puerpera di farmi usare il paracapezzolo in silicone e Edo si trovò subito a suo agio tante' che uscimmo dall' ospedale dopo una settimana e aveva perso 30gr! E così comincio' il tanto atteso, sperato, faticoso ed estenuante allattamento a richiesta.. Edo arrivava a starmi attaccato anche 16/18 ore al giorno tra poppate e pisolini, siamo stati attaccati in bagno, a tavola, in macchina, nei negozi e non nego l' imbarazzo iniziale, ma lui cresceva sempre costantemente e tanto! Ebbene si era sempre attaccato e qualcuno me lo faceva pesare, mi faceva pesare l' amore che provavo nel tenerlo sul mio petto per proteggerlo da quel mio senso di inadeguatezza per non averlo protetto e sfamato dentro di me fino al nono mese. Perché alla fine da mamma di colpe te ne dai sempre, sia che lo attaccherai tutto il giorno, sia se ti sentirai troppo stanca da dover ricorrere all'aiuto dell'aggiunta ma solo tu sai che stai facendo tutto il meglio per lui/lei! Tutto il resto delle chiacchiere non conta! E così da scettica dell' allattamento prolungato siamo qui a 18 mesi a volerla come coccola o la notte, d altronde Edo non ha mai voluto ne biberon ne ciuccio e noi siamo sereni così, anche se capita che la notte dia una ciucciatina e poi si giri nel letto e abbracci il suo babbo! Dovrò sentirmi usata...ahahah.. No solo tanto felice! Ps grazie davvero in questi mesi ai consigli di Monica (anche a distanza) e delle altre mamme del gruppo sos allattamento!

lunedì 24 novembre 2014

..io, te e la tetta... la storia di Sara e della piccola Greta.


Greta è nata il 9 luglio 2014, con 9 giorni di ritardo. Dopo il parto ho subito provato ad attaccarlo ma il mio capezzolo non usciva e lei piangeva disperata. Io,già nel panico chiesi all'ostetrica se era normale e lei mi disse di si, di stimolarlo e di stare serena. Il giorno dopo il parto lei inizia ad attaccarsi ma lo fa talmente tanto forte che mi fa venire le ragadi.... e li iniziano i pianti miei. La seconda notte Greta urlava senza sosta, io piangevo disperata con lei perchè capivo che aveva fame ma non avevo latte o comunque troppo poco per sfamarla. Dopo aver chiamato 6 volte le puericultrici, mi mandarono un'ostetrica e lei fu la mia salvezza. Mi spiegó che se ero agitata io, la bambina lo sentiva e non si tranquillazzava; mi disse di stare serena che il latte sarebbe arrivato ma io dovevo stare tranquilla. E cosí feci. Greta si tranquillizzó dopo alcune ore e, dal giorno dopo, fu piú serena e voleva la tetta anche ogni mezzora. Arrivata a casa, molti parenti, come sentivano la bambina piangere dicevano "vedi, piange perchè non hai il latte" e il mio compagno, quando mi vedeva piangere per il male portato dalle ragadi, mi diceva di mollare perchè non potevo fare una vita cosî. Io invece niente, fazzoletto per le lacrime e sulla bocca per evitare di insultare tutti, continuai e cosí ad oggi, dopo quasi 5 mesi, la allatto io... non nego che ogni tanto le do l'aggiunta di notte, ma sono contenta cosí. Sono contenta di non aver mollato per colpa degli altri. L'allattamento è un momento stupendo: di coccole, amore e riposo. Grazie a Monica che mi ha sostenuta appena arrivata a casa, mi ha dato utili consigli e mi ha rassicurata.

lunedì 27 gennaio 2014

...non sono solo io a nutrire lei ... con quella goccia di latte che le scende dalla bocca...beh,ecco quando la guardo il mio cuore scoppia di gioia ,mi sento piena, la mia Anima vola!! LA STORIA DI LATTE DI LUANA


La nostra storia di latte è cominciata quasi 6 anni fa con l'arrivo di Giorgia. Una gravidanza bellissima, senza problemi, quindi per me era scontato un parto naturale,e invece per un problema dell' ultimo minuto sono finita col fare un cesareo. Per molte la soluzione migliore,l'unico modo per non soffrire... Ma non per me, non ero stata una buona madre, quindi anche se dall' esterno molti mi dicevano che con il cesareo non avrei avuto latte, io non potevo non allattare. Così testarda più che mai, ho iniziato l'allattamento, un allattamento difficile, perché Giorgia non si attaccava bene avendo il seno molto pieno e il capezzolo quasi piatto. Ovviamente le ragadi non hanno tardato ad arrivare,quindi avevo un male allucinante,ma il dolore non era sufficiente... No,perché ovviamente quando tu non sai più dove sbattere la testa e avresti bisogno di un supporto, quantomeno morale ,chi ti arriva? Il sapientone di turno che inizia a dire:"avrai abbastanza latte?ma 6 sicura che sia nutriente?a me sembra che non cresca!" oppure:"ma se la tieni sempre attaccata prende il vizio!devono passare almeno 4 ore tra una poppata e l'altra!"e ancora:"avrà le coliche!cosa hai mangiato?" e bla bla bla...Di certo tu hai tutte le colpe e 6 una madre degenere e poco attenta!Allora sotto consiglio del pediatra,visto che cresceva poco ho iniziato con le giunte,che tanto non hanno risolto di fatto il problema,perché Giorgia,comunque mangiava. poco e cresceva ai minimi storici.Per me quei mesi di allattamento sono stati un incubo e non vedevo l'ora che finissero da quanto mi stressavo.Poi dopo 5 anni é arrivata un' altra gravidanza,anche questa senza problemi per fortuna. Il 16 ottobre 2013 é nata Ilaria,un altro cesareo,ma questa volta l'ho vissuto diversamente e sono riuscita ad accettarlo,senza sentirmi in colpa. Avevo deciso di allattare,ma volevo che fosse un' emozione bella,un momento di coccole solo nostro. Per cui reduce dell' altra esperienza ho messo tutti fuori dalla porta. Ma questo non é bastato per evitare i problemi legati all' inizio dell' allattamento. Problemi che si potrebbero risolvere con una conoscenza più approfondita di come funziona il seno e di come si allatta,ma di questo argomento si parla troppo poco,anche nei corsi pre parto purtroppo. Anche questa volta le ragadi sono arrivate,perché con il cesareo,soprattutto i primi giorni non l' attaccavo nel modo giusto,ed in più avendo male, ogni volta che le proponevo il seno mi ritraevo e non facevo che peggiorare la situazione...Ho cambiato 4 creme,ho provato a tenere il seno scoperto,ci mettevo il mio latte dopo la poppata,ma la situazione non migliorava, poi grazie a Monica che mi ha fatto notare che forse sbagliavo l' attacco,e ai consigli delle altre mamme...ed anche grazie alla mia testardaggine,sono riuscita a rendere unico il momento della poppa. Certo non é stato facile,i primi 40 giorni sono stati un delirio,tra attimi di sconforto,rabbia e pianti perché avevo dei dolori allucinanti.Ma poi...se una cosa la vuoi davvero,alla fine ce la metti tutta per ottenerla... Almeno per me é stato così. Ora Ilaria ha 3 mesi e ciuccia che é una meraviglia. In quei momenti,che sono solo nostri io mi sento in Paradiso,sì perché non sono solo io a nutrire lei , ma i suoi occhi dolci che mi guardano e il suo sorriso sornione, con quella goccia di latte che le scende dalla bocca...beh,ecco quando la guardo il mio cuore scoppia di gioia ,mi sento piena, la mia Anima vola!!L' esperienza più bella e appagante della mia vita,dopo il parto ovviamente! Ringrazio Monica per aver creato questo gruppo SOSALLATTAMENTO,ringrazio le mamme che ne fanno parte e che condividono,senza giudicare le esperienze delle altre mamme,e ringrazio Sara. per avermi iscritto... Perché la mia forza di volontà da sola non avrebbe reso. possibile questa fantastica esperienza! GRAZIE DI CUORE!!

venerdì 3 maggio 2013

LATTE E MAMMA...LA STORIA DI CRISTINA


Sono riuscita finalmente a trovare un po’ di tempo…per raccontare la mia storia di “latte e mamma”…..per chi avesse piacere di leggerla.
Mi chiamo Cristina e ho 40 anni! Ho due figlie: Galadriel di 14 anni, nata dal mio primo (unico e ultimo) matrimonio e Ilaria di 40 giorni. Due “bimbe” proprio diverse a vederle…perché ovviamente assomigliano ai rispettivi papa’! Galadriel è nata di ben 5,050 kg alla 41esima settimana, Ilaria di 3,820 alla 38esima. Ho allattato Galadriel esclusivamente al seno per sei mesi e poi, dopo lo svezzamento, per altri otto mesi ha continuato ad attaccarsi. Non ho mai avuto problemi di ragadi (facevo asciugare un po’ del mio latte sui capezzoli per creare una sorta di patina protettiva). Tutto liscio, insomma, se non per il fatto che non prendeva né ciuccio né biberon e quindi la mia tetta era l’unico modo per calmarla, per farla addormentare etc. E’ stato molto impegnativo anche perché quasi da subito ho dovuto seguire una dieta rigorosissima per via di una sua presunta intolleranza ai latticini (si svegliava spessissimo, si strofinava il viso, russava e aveva macchiette e pustoline). Ci sono stati momenti in cui avrei voluto sinceramente mollare, ma ha sempre prevalso la voglia di dare il meglio a mia figlia e la mia testardaggine. Alla fine, quando lei si è staccata spontaneamente e definitivamente, ho pianto! Quindi per Ilaria mi aspettavo lo stesso percorso…anzi pensavo che la montata lattea mi sarebbe venuta prima perché ho iniziato ad attaccarla da subito in sala parto (per Gala non era stato possibile), invece la piccola non riusciva a “prendere” i miei capezzoli, forse un po’ troppo grossi per la sua boccuccia e mi si sono tagliati immediatamente. Sono rimasta in ospedale cinque giorni e per tutto il tempo ho pianto dal dolore ogni volta che provava a ciucciare. Per aiutarmi a guarire un po’ le ferite le infermiere davano l’aggiunta di latte artificiale ogni tanto ed io ero già preoccupata che poi non si attaccasse piu’. Insomma tutte le mie sicurezze da mamma “vissuta” si sono dissolte in un attimo e mi sono sentita alquanto incapace. Tornata a casa e guariti i capezzoli (per fortuna..grazie ad impacchi di connettivina e soprattutto al Purelan), ci si è messo anche il mio compagno a rendermi piu’ insicura di quanto non fossi già…era in ansia perché non aveva il timore che la piccola non mangiasse a sufficienza, voleva che la pesassi ogni volta, mi chiedeva tutte le volte che la sentiva piangere se non fosse per il latte…insisteva anche per usare piu’ spesso il biberon con il latte artificiale.
Insomma un vero stress..cosi’ ho chiamato il pediatra che aveva seguito Galadriel che mi ha consigliato di rivolgermi ad una consulente per l’allattamento…Monica Bielli. Cosi’ ho fatto: gentilissima è venuta a casa mia e ha supervisionato la bimba, il suo modo di attaccarsi al seno, il mio modo di allattare…mi ha dato preziosissimi consigli e mi ha rincuorata ed incoraggiata. Mi ha fatto sentire una “buona madre”. Nei giorni seguenti ho affittato il tiralatte elettrico per evitare ingorghi mammari, facilitare un po’ la piccola e rassicurare anche il padre (ogni tanto il bibe con il mio latte tirato lo sollevava). Ho eseguito gli utili esercizi per la suzione corretta e tutto si è risolto anche abbastanza velocemente. Ilaria ha imparato ad attaccarsi bene, i capezzoli non mi fanno piu’ male, ho latte in abbondanza, ho restituito il tiralatte (ne ho uno manuale che va benissimo all’occorrenza). Beh rimangono poi i soliti problemi…intolleranza alimentare come la prima figlia (e te pareva!!!) e le temutissime coliche!! Sono di nuovo a dieta strettissima..vorrà dire che faro’ prima a tornare nei miei “mitici jeans”!
GRAZIE MONICA….