Visualizzazione post con etichetta problemi di allattamento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta problemi di allattamento. Mostra tutti i post
sabato 25 febbraio 2017
Ho allattato con il cuore, con la testa e..con il tiralatte. La storia di latte di Serena e Mariasole
lunedì 14 novembre 2016
È la nostra isola felice.... La storia di latte di Beatrice e di Tommaso.
Da quando ho sedici anni sono di avere un bambino. Un desiderio di maternità precoce che mi ha portato a litigare con tutti i miei fidanzatini del liceo terrorizzati dall’idea che li potessi “incastrare”. In realtà, più che di avere un bambino , il mio desiderio più profondo era quello di sentire un altro cuore battere dentro di me, la sensazione (schizofrenica, ora posso dirlo!) di avere un’altra vita nel mio corpo. La scoperta di essere incinta è avvenuta in un momento particolare , in cui, diciamocelo, la voglia di un figlio non era esattamente nella top ten dei miei sogni. Avevo la testa decisamente altrove. Ma il figlio c’era e il cuore batteva.
Durante la gravidanza tutti sono ginecologi e dopo il parto tutti sono puericultori. Ognuno, dal fruttivendolo alla suocera, dall’amica alla conoscente su FB si sentono in dovere di seguire l’imperativo categorico kantiano di metterti a conoscenza della propria esperienza, ovviamente dispensando consigli (non richiesti) e interpretando ogni piccolo sintomo o sensazione. DA tutte queste dannose ed inutili (e direi anche inevitabili) conversazioni sono riuscita in breve tempo a maturare un terrore maniacale nei confronti del cesareo. Ma restavo comunque ottimista! Era sicura che avrei avuto un parto naturale, magari in acqua, con l’approvazione e il sostegno morale di Laboyer. Mi sbagliavo.
Dopo due ore di travaglio , a seguito di un’induzione, il bimbo diventa brachicardico: CESAREO D’URGENZA. Dovessi spiegare ora, dopo quasi due anni, come mi sono sentita in quel momento non saprei cosa dire. Da quando sai di aspettare un figlio il tuo corpo non è più il tuo, non sei più tu, sei il bambino, il suo cuore, le sue mani, la sua bocca. Tu non esisti più. Svanisci risucchiata dal liquido amniotico che avvolge il tuo bambino. Quando mi hanno detto : “dobbiamo farlo nascere immediatamente, dobbiamo fare un cesareo” non ho provato la paura che mi sarei aspettata di provare in base all’ansia che avevo su questo argomento nel corso della gravidanza. Non ho provato niente. Non avevo più un corpo, né una volontà, il bambino stava male e io, sua madre, non ero in grado di farlo nascere e di proteggerlo. Mi avrebbero aperto per tirare fuori il mio bambino , per mettere al mondo mio figlio.
Tommaso non respirava quando è nato e è stato rianimato
Una madre inadeguata, ecco come mi sono sentita. Una madre che non è stata capace di dare il respiro vitale al proprio figlio e che non poteva stare con lui per infiniti controlli e tac.
Ma sul mio cammino è intervenuto un angelo, la mia ostetrica, che mi è sempre stata vicina, che ha difeso il mio essere madre e che ha creduto in noi. Lei mi ha insegnato a massaggiarmi il seno per stimolare le ghiandole, a tirarmi il latte mentre il bambino era in terapia neonatale. Portava le poche gocce di colostro che avevo prodotto a Tommaso e gliele faceva prendere con una siringa perché nulla andasse sprecato, per non fargli dimenticare la sua mamma. E io, nella mia stanza, sostenuta dal mio compagno che non mi ha lasciato mai sola , tiravo e tiravo finchè non è arrivata la montata lattea con 39 di febbre . E di notte e di giorno portata da lui con la sedia a rotelle (ero tagliata fisicamente e nel cuore) fino al nido patologico per poter allattare Tommaso.
Nonostante la lontananza delle prime ore e dei primi giorni, l’amore ci ha sintonizzato e sono riuscita a nutrire mio figlio, sostenuta e spronata dal mio compagno e dalla mia ostetrica.
Non sono stata in grado di farlo nascere con le mie forze ma sono riuscita a farlo crescere.
L’allattamento per me è stato il riscatto, un riscatto che mi ha permesso di risorgere da un sentimento di madre fallita nel parto. È la nostra isola felice dove possiamo rifugiarci ancora adesso dopo 20 mesi di meravigliosi occhioni.
venerdì 16 settembre 2016
Allattare i gemelli si può !!! La storia di latte di Silvia e dei gemellini Giuseppe e Maddalena
Sono Silvia, infermiera, moglie di Marco, mamma di Giuseppe e Maddalena, concepiti con ICSI presso l'ospedale s.Anna di Torino per problemi fertilità da parte di entrambi i genitori e nati a 36+1 con cesareo programmato poichè podalico lui e trasversa lei. Ecco, tutto il contrario di quel che il mio "film di vita" prevedeva... Mi sono sposata presto (21 anni) perchè volevo diventare mamma di almeno tre bimbi entro i 30 anni. Dopo 7 anni di tentativi, visite specialistiche, indagini diagnostiche ecc ecc ecc... FINALMENTE a 28 anni e 6 mesi divento mamma di Giuseppe e Maddalena! Avrei voluto partorire naturalmente, ma non si è potuto. Avrei voluto concepire naturalmente, ma non si è potuto, Volevo tanto usare i pannolini lavabili ed allattare naturalmente, e lo sto facendo!!!! Per quanto riguarda l'allattamento, all'ospedale, supporto zero. Su tutto il personale medico, ostetrico ed infermieristico (in 7 giorni di ricovero) ho trovato una sola ostetrica sulla mia stessa lunghezza d'onda. Le tipe del nido (non so che qualifica avessero) altro non facevano che ingozzarmi i bimbi di LA. I pediatri sostenevano che "se volevo potevo provare, ma di solito si riesce allattare un gemello e mezzo....". Bene, mi son detta "sono tutti dalla tua parte!!". Appena mi son potuta sedere a letto (mattino della prima giornata post cesareo) mi sono armata di tiralatte e ogni 2/3 ore tiravo. Ricordo ancora con quanta gioia ho accolto i primi 10ml di colostro, mi sembra in 3ª giornata! Poi usavo un "Das artigianale" fatto con una siringa da 5ml e un agocanula, frutto dell'ingegno della sopracitata ostetrica (Rosy). Quando le altre ostetriche e le tipe del nido mi han vista con un bimbo al seno e la siringa in mano mi han guardato di un male!! Beata ingenuità va.... La montata è arrivata il 6º giorno (per fortuna mentre ero ancora ricoverata), il mio è stato un ricovero protratto perchè ho sanguinato un po', e sono stata poi dimessa con 6,8 di emoglobina e la raccomandazione di "non stare sola con i bimbi per almeno un mese" e poi "tanto lei è infermiera, sa come si deve comportare..." Vabbè, sorvoliamo anche su questo! Arrivata a casa ho guardato mio marito e gli ho detto: "PRIORITÀ DI OGGI: mangiare loro, mangiare noi, DORMIRE! alla lavatrice e alle borse dell'ospedale ci pensiamo domani..." E quindi, da quel giorno, 5/6/2015 è iniziato il mio rapporto con il tiralatte a domicilio. Un odio/amore, soddisfazione/frustrazione che per fortuna ha avuto fine poco dopo aver contattato Monica. Credo sia stato attorno al 15 del mese... non ricordo con esattezza... Stufa e spossata dagli orari serrati del tiralatte, da rispettare categoricamente (pena la decimazione delle provviste nel frigorifero) ho cercato on line una consulente IBCLC, ed ho trovato LEI. MONICA. Professionale, serena, disponibile ed accogliente. Una manna per me, che in quei giorni stavo vacillando.... La mia richiesta è stata questa:" ciao, sono Silvia mamma di due gemellini, voglio smettere con il tiralatte e imparare ad allattare in tandem!". Insomma dazeroamille in un batter di ciglia! Monica mi ha anche insegnato la pazienza, consigliandomi di procedere x gradi: un bimbo al seno per volta, per un pasto al giorno, aumentando gradualmente le poppate in base allo stato d'animo di tutti. Ecco. Ci ho messo un po' a decidermi... ma il 23/6 mi sono lanciata con Giuseppe e il 26/6 avevo anche attaccato Maddalena! Molto più in fretta del previsto, ho detto "ciao ciao" al MEDELA simphony tanto odiamato! Oggi i bimbi hanno quasi 16 mesi, a breve ricomincia il lavoro, l'inserimento al babyparking è ormai imminente... Crescono a vista d'occhio. Veramente troppo velocemente! Imparano ogni giorno tante cose nuove: Giuseppe già cammina, Maddalena mangia di tutto con le posate... E quando è ora delle coccole, mi chiamano x la "ninni" che è un mix di tetta/coccole/nanna... Sono dolcissimi ❤️. Tutto questo anche grazie a Monica Bielli. non so cosa avrei fatto senza di te.... Infinitamente grata! Silvia.
domenica 1 novembre 2015
IL RUOLO DEL FRENULO NELLA SUZIONE E NEL LINGUAGGIO
venerdì 28 agosto 2015
QUESTIONE DI RITMO E AMORE....la storia di latte di Antonella e Edoardo
lunedì 24 agosto 2015
ALLATTAMENTO CHE FATICA ....la storia di latte di Silvia
martedì 23 giugno 2015
LATTE IN PUNTA DI DITA... la storia di latte di Elena e Gisella
mercoledì 17 giugno 2015
Quando una madre nasce, la vita si sdoppia... la storia di latte di Simina
venerdì 5 giugno 2015
...a volte la vita ci pone davanti a cambi di direzione obbligati e noi mamme li dobbiamo saper accettare... LA STORIA DI LATTE DI CARLA E GIOVANNI
venerdì 15 maggio 2015
INCONTRI GRATUITI PER GESTANTI E NEO MAMME A NIZZA MONFERRATO
mercoledì 25 marzo 2015
...oggi, ad un mese dalla nascita, posso dire orgogliosamente di nutrire esclusivamente al seno mio figlio... LA STORIA DI LATTE DI ERICA E ROMEO
La mia storia di latte inizia da lontano,esattamente dal 2012,anno in cui è nato il mio primo figlio. Nei nove mesi che mi separarono dalla nascita ho letto libri e riviste su gravidanza,allattamento e cure prenatali;tutti a dichiarare che piú si attacca il bambino e piú la produzione di latte aumenta."Benissimo"ho pensato "è facile!". Poi il 26 aprile è arrivato Gioele, un po' pigrotto nel mangiare. Ogni volta che potevo lo attaccavo al seno,ma complice un cesareo,un bimbo sonnacchioso(a tutt'oggi preferisce dormire che mangiare!) e nessuna informazione sulle consulenti,sono uscita dall'ospedale con l'aggiunta:il bimbo aveva perso piú di mezzo chilo. Di questa aggiunta non mi libererò mai,fino a trasformarlo in un allattamento artificiale. Mi sono sentita una fallita. Pochi mesi dopo ho conosciuto quelle che sarebbero diventate due carissime amiche ed entrambe mi hanno consigliato,in un'eventuale altra gravidanza, di rivolgermi ad una consulente,facendomi il nome di Monica. Il 25 febbraio scorso,con un cesareo d'urgenza,viene alla luce Romeo. Avendo avuto sofferenza durante il travaglio e la nascita è stato trattenuto per 5 ore in osservazione. Ho pensato che il mio allattamento era già compromesso. Quando sono riuscita a stringerlo finalmente tra le mie braccia,l'ho attaccato subito al seno. Fortunatamente è stato fin da subito un bimbo molto attivo nel mangiare,ma questo non gli ha impedito di avere un forte calo fisiologico che lo ha portato ad avere anche la febbre. Così mi hanno nuovamente dato l'aggiunta:sono andata in panico. Ho chiamato subito Monica, la quale mi ha dato qualche dritta e mi ha tranquillizzata dicendo che avrei potuto recuperare una volta tornata a casa. Così, appena rientrata,l'ho richiamata,è venuta da me ed ha controllato l'attacco del bimbo,che fortunatamente era perfetto,e con pochi piccoli accorgimenti,come l'uso del tiralatte con una coppetta idonea,integratori naturali,massaggi al seno ho proseguito nella mia ricerca di un allattamento esclusivo al seno,eseguendo anche la doppia pesata per un paio di giorni,per verificare che il bimbo assumesse una seppur minima quantità del mio latte. Con il passare dei giorni mi sono accorta che Romeo non era piú interessato al latte artificiale perchè già sazio del mio e le doppie pesate mi hanno rivelato che stava aumentando bene. Al successivo controllo dalla pediatra ho scoperto che il bimbo aveva preso ben 350 gr in pochi giorni e che quindi i pasti al seno erano sufficienti. Nei giorni successivi abbiamo detto via via addio al latte in polvere e oggi,ad un mese dalla nascita,posso dire orgogliosamente di nutrire esclusivamente al seno mio figlio.
mercoledì 25 febbraio 2015
...chiedete aiuto se necessario e supererete tutte le difficoltà insieme ai vostri cuccioli... LA STORIA DI LATTE DI BARBARA E DELLA PICCOLA AZZURRA
mercoledì 18 febbraio 2015
Ce l' ho fatta principalmente grazie alla mia ostinazione... la storia di latte di Paola..
lunedì 15 dicembre 2014
Per nessun motivo al mondo avrei rinunciato ad allattare Aurora. E questo lei lo sa.... la storia di latte di mamma Alice e Aurora
venerdì 5 dicembre 2014
...ho continuato, ascoltando il mio istinto e il mio bambino ... LA STORIA DI LATTE DI SILVIA E GIOELE..
mercoledì 26 novembre 2014
Poi finalmente arrivò in camera tra le mie braccia.... la storia di latte di Sara e Edo.
Etichette:
allattamento toddler,
le esperienze delle mamme,
le mamme raccontano,
prematuri,
prematuro,
problemi di allattamento,
problemi di suzione,
vantaggi allattamento
mercoledì 30 aprile 2014
Giorgia era "progettata" naturalmente x nutrirsi dal seno della mamma...la storia di latte di Sara e della piccola Giorgia
lunedì 27 gennaio 2014
...non sono solo io a nutrire lei ... con quella goccia di latte che le scende dalla bocca...beh,ecco quando la guardo il mio cuore scoppia di gioia ,mi sento piena, la mia Anima vola!! LA STORIA DI LATTE DI LUANA
lunedì 4 novembre 2013
Quella mia e di Cesare è una storia di latte, d’amore e di infinita pazienza! (la storia di Elisa)
Quella mia e di Cesare è una storia di latte, d’amore e di infinita pazienza! Cesare è il mio secondogenito e quando era ancora nel pancione, tra i mille dubbi che mi ponevo, c’era una certezza: anche se era il mio sogno, anche stavolta non sarei stata capace di allattare! Venivo da un’esperienza negativa, con Maria Luna ho dovuto ricorrere all’allattamento misto, ho vissuto quei sei mesi malissimo, non vedevo l’ora di svezzarla per non pensarci più! Tutti dicevano la loro: con il cesareo non viene il latte (vuoi che non lo sappia mia mamma che ne ha fatti tre?), non attaccarla troppo se no non dai il tempo al seno di riempirsi, mangia questo, bevi quello e bla bla bla. Non conoscevo ancora Monica Bielli nè il suo gruppo di face book e tantomeno il suo blog, quindi tutti questi discorsi mi sono rimasti nella mente fino al giorno del ricovero per il secondo cesareo, stavolta programmato. Cesare nasce il 31 ottobre 2012, un bel bambinone di 4.5 kg nonostante mancassero ancora 15 giorni alla scadenza esatta, che piangeva sempre! Così, in seconda giornata, al nido dell’ospedale, iniziano a dargli le aggiunte, mi dicono che il mio latte non basta, che lui è troppo grande e rischia di avere un calo glicemico se non è nutrito a dovere. Stavolta ero preparata, a casa avevo già pronto il bibe e comperato il latte artificiale proprio il giorno prima del ricovero.. Non sono caduta dalle nuvole ma questa conferma mi faceva male..io ci tenevo così tanto ad allattare!! Rientrata a casa continuo con le aggiunte, ma il bambino soffre di reflusso e tutte le volte che prende il bibe, butta fuori quasi tutto il latte e nonostante beva il L.A. vuole stare attaccato tantissimo, ogni 3 quarti d’ora!!! Cresce tantissimo, più di mezzo chilo a settimana e così mi viene il dubbio che le aggiunte magari potessero non essere indispensabili e combinazione,proprio in quei giorni, una mia amica mi aggiunge al gruppo di Monica, dove leggo di tante ragazze nella mia stessa situazione: bambini sempre attaccati ma allattati esclusivamente al seno, mi si apre un mondo nuovo…vuoi vedere che posso farcela anche io? Chiedo consiglio ad un pediatra e mi dice di eliminare le aggiunte e vedere quanto prende il bambino nella settimana successiva, senza pesarlo ad ogni poppata ma solo una volta alla settimana, così faccio e…. wow! con grande stupore prende 300 grammi!! E io piango di gioia, ce l’ho fatta!! Se penso a tutte le difficoltà che ho incontrato, al cambiamento di direzione che ho adottato e a tutte le persone che non volevano credere che io ce la facessi, mi viene ancora il magone adesso.. Voglio ringraziare tantissimo quella mia amica, prima di tutti, che mi ha aggiunto al gruppo, mio marito che ha sempre fatto il tifo per me e mi ha incoraggiata a non mollare, Monica Bielli per la sua disponibilità, professionalità ed infinita dolcezza e tutte le mamme che non mi hanno mai fatta sentire sola nemmeno per un minuto! Spero che la mia storia sia di aiuto ad altre mamme e spero che sia anche di incoraggiamento a chi vuole mollare perché magari si sente stanca o non si sente all’altezza come mi sono sentita io… Tutto passa, anche i periodi più duri li ricorderemo con infinita dolcezza e nostalgia… Cesarone prende ancora il mio latte, giovedì compirà un anno, un anno di latte e di immenso amore..
sabato 25 maggio 2013
...quando qualcosa non va, una mamma lo sa...LA STORIA DI VALERIA E DEL PICCOLO LUCIO
Da dove iniziare? beh, iniziamo dal vero inizio, quando tutto è cominciato, quando questo meraviglioso universo si è aperto ai miei occhi ed al mio cuore: quando Lucio è nato!Il parto è stato un po' difficile, sono saltate fuori un sacco di complicazioni una dietro l'altra, prima le acque che non si rompevano e che anche l'ostetrica ha faticato a rompermi, quando ormai ero dilatata di 10 cm e non si poteva più aspettare, poi le contrazioni che sono sparite, dove non si sa, poi dopo la maledetta ossitocina son tornate e io non le sentivo più, poi la sua testolina che era super in alto e il fatto che abbia dovuto spingere due ore senza la voglia per farla scendere, quando finalmente c'eravamo la mia stellina ha pensato bene di impegnare un braccio insieme alla testa, e messo pure di traverso, cosi mi sono beccata un bel taglio, nonostante avessi passato gli ultimi due mesi a massaggiare e ungere il perineo nella speranza di essere elastica, e alla fine ero talmente stremata che se non mi fossero saltati sulla pancia stile wrestler il mio piccolo non sarebbe mai nato...questo dimostra che le cose non sono mai come ci aspettiamo, ci sono delle sorprese, alcune belle ed alcune brutte, il parto mi ha riservato quelle brutte, ma il dopo ha portato tante di quelle belle, nonostante le difficoltà Lucio stava benissimo e ha gridato subito come un matto, quindi senza neanche pulirlo e aspirarlo mi han fatto tornare in sala travaglio dove un osterica mi ha afferrato una tetta e gliel'ha cacciata in bocca, almeno cosi brutale mi era sembrata la cosa, ma in realtà, riflettendoci, il fatto è che siamo abituate a considerare le nostre tette proprietà privata, non era stata poi cosi indelicata, è solo che non si è abituate ad essere manovrate cosi.
Lucio si è attaccato subito benissimo e sembrava se ne fregasse altamente del mio piangere e tremare...
In seguito è arrivata qualche altra brutta sorpresa, il dolore all'attacco, le ragadi al seno sinistro, quando arrivava il momento della poppata al seno sinistro mi venivan le lacrime solo a pensarci, ancora ora, dopo tre mesi, produco più latte dal seno destro, perchè per evitarmi un po' di dolore la prima settimana attaccavo due volte a destra e una a sinistra...ma ho stretto forte i denti, perchè allattare era una delle cose a cui tenevo dipiù, ho capito che è difficile, ma se ci tieni veramente non ti arrendi, e ho capito il perchè tante mamme si arrendono, perchè l'inizio non è solo difficile, ma è veramente difficile...
La montata non è arrivata subito, e il pediatra mi ha allarmato alle dimissioni, perchè il bambino ha avuto un calo del 15% e secondo lui era a forte rischio, ormonale com'ero, inutile dire che sono arrivata a casa piangendo, pregandolo di attaccarsi come si deve, e invece il mio cucciolo non faceva altro che dormire, avessi allattato a richiesta le prime due settimane avrebbe fatto tre poppate al giorno, cosi mi toccava svegliarlo, anche se mi dispiaceva, ma ero terrorizzata...
Dal quindicesimo giorno di vita la mia stellina ha avuto una crescita pazzesca, e mi son tirata su...
Quando finalmente l'allattamento era diventato più piacevole, i dolori all'attacco e le ragadi solo un ricordo, è arrivata un altra brutta sorpresa...Lucio ha iniziato durante la poppata a strillare come un aquila, ad irrigidirsi e inarcarsi tutto, non capivo cosa c'era che non andasse, siccome il problema è iniziato in concomitanza dei primi vaccini erano tutti pronti a dirmi che era solo "disturbato" per colpa del vaccino (anche la pediatra e la puericultrice), di non preoccuparmi, di stare tranquilla, che non era nulla, che ero io che mi facevo troppe pippe mentali, che ero esagerata...ma io sentivo che qualcosa non andava, e non capivo, ero sempre li a pensare a cosa poteva essere, ero sempre impegnata a cercare un perchè, il momento della poppata, che dovrebbe essere cibo e amore era arrivato a non essere nemmeno più cibo, il ritmo era una succhiata e uno strillo, una succhiata e uno strillo, e io piangevo con lui...mi sentivo inadeguata, come se non riuscissi più a capirlo, come se non riuscissi più a dargli ciò di cui aveva bisogno. Più mi agitavo e più lui reagiva peggio, ma il non agitarsi era diventato impossibile perchè non capivo cosa aveva. Tutti quelli che assistevano a queste scene insistevano che ero io a non avere più latte, o a dire che il mio latte era "diventato cattivo" ma io sapevo che non poteva essere cosi, anche se, quando sei in quello stato psicologico vicino al tracollo, quasi quasi dai retta anche alle stupidaggini della gente. Per fortuna per me non è stato cosi, ho avuto l'immensa fortuna di partecipare alla pagina di sos allattamento, cosi ho esposto i miei dubbi e Monica ha potuto aiutarmi...finalmente una teoria sensata, finalmente ascoltando tutti gli strani comportamenti qualcuno ha saputo dirmi cosa aveva mio figlio.
Si tratta di reflusso silente, tutte le cose si sono collegate, anche cose che aveva fatto da quando era nato e pensavo fossero normali, come ad esempio dopo mangiato il ruminare continuamente e portare la lingua dentro e fuori dalla bocca per ore...pensavo fosse semplicemente la digestione, e invece no...poi c'era il fiume di bava e schiuma che produceva costantemente, il fatto che si svegliasse urlando improvvisamente, che dormisse quasi solo più in braccio e se lo mettevi giù eran strilli, insomma, tutti i nodi sono venuti al pettine.
Ora le cose vanno meglio, sto tentando la terapia posturale prima di dare dei farmaci, e sembra funzionare bene, prima di tutto sapendo di cosa si tratta ho cercato di calmarmi io, poi con qualche accorgimento la situazione è migliorata notevolmente...ora non si poppa più facendo formare una angolo tra tronco e gambe, ma si sta belli dritti, si sta sempre dritti mezzoretta dopo le poppate, in braccio alla mamma o al papà e la nonna, si stringe un po meno il pannolino, insomma cose da poco, che però ti cambiano la vita, e sopratutto cambiano la sua...
Ho capito anche una grande cosa, quando qualcosa non va, una mamma lo sa...non importa cosa dicono gli altri. E' una cosa che si sente dire in giro, ma non ci credi finchè non lo sperimenti.
grazie Monica, agli occhi degli altri sembrerebbe una cosa da poco e invece hai fatto molto molto molto
Iscriviti a:
Post (Atom)













