venerdì 15 maggio 2015

INCONTRI GRATUITI PER GESTANTI E NEO MAMME A NIZZA MONFERRATO


Agli incontri gratuiti informativi sono benvenute le gestanti, le neomamme, i papà e i nonni ! Vi aspettiamo il mercoledì pomeriggio nella sede dell' Ass. Prom. Soc. "Lo Spazio del sè" in via Crova 23 a Nizza Monferrato (lasciare il passeggino al pianterreno e salire al primo piano). CALENDARIO: -- Mercoledì 20 maggio h 16.30 : I pannolini lavabili come sono fatti? come funzionano? quali scegliere? ( incontro tenuto da Happi Ness consulente in formazione babywearing e Roberta Paci ) -- Mercoledì 27 maggio h 16.30: L'esogestazione . I primi 9 mesi dopo il parto ( incontro tenuto da Antonella Canavese - ostetrica del Cardinal Massaia di Asti ) -- Mercoledì 10 giugno h 16.30 : Diventare una famiglia senza perdere la coppia ( incontro tenuto da Claudia Lanni psicologa - psicoterapeuta ) -- Mercoledi 17 giugno h 16.30 : Allattamento al seno, come affrontare le difficoltà (incontro tenuto da Monica Bielli consulente professionale in allattamento IBCLC ) -- Mercoledì 23 giugno h 16.30 : "portare" il bambino - Si avrà modo di visionare diverse tipologie di fasce portabebè - (incontro tenuto da BeHappi consulente in formazione babywearing ) Incontri organizzati da SOSALLATTAMENTO (di Monica Bielli IBCLC) . Info e prenotazioni Monica Bielli 3272027093

mercoledì 25 marzo 2015

...oggi, ad un mese dalla nascita, posso dire orgogliosamente di nutrire esclusivamente al seno mio figlio... LA STORIA DI LATTE DI ERICA E ROMEO

La mia storia di latte inizia da lontano,esattamente dal 2012,anno in cui è nato il mio primo figlio. Nei nove mesi che mi separarono dalla nascita ho letto libri e riviste su gravidanza,allattamento e cure prenatali;tutti a dichiarare che piú si attacca il bambino e piú la produzione di latte aumenta."Benissimo"ho pensato "è facile!". Poi il 26 aprile è arrivato Gioele, un po' pigrotto nel mangiare. Ogni volta che potevo lo attaccavo al seno,ma complice un cesareo,un bimbo sonnacchioso(a tutt'oggi preferisce dormire che mangiare!) e nessuna informazione sulle consulenti,sono uscita dall'ospedale con l'aggiunta:il bimbo aveva perso piú di mezzo chilo. Di questa aggiunta non mi libererò mai,fino a trasformarlo in un allattamento artificiale. Mi sono sentita una fallita. Pochi mesi dopo ho conosciuto quelle che sarebbero diventate due carissime amiche ed entrambe mi hanno consigliato,in un'eventuale altra gravidanza, di rivolgermi ad una consulente,facendomi il nome di Monica. Il 25 febbraio scorso,con un cesareo d'urgenza,viene alla luce Romeo. Avendo avuto sofferenza durante il travaglio e la nascita è stato trattenuto per 5 ore in osservazione. Ho pensato che il mio allattamento era già compromesso. Quando sono riuscita a stringerlo finalmente tra le mie braccia,l'ho attaccato subito al seno. Fortunatamente è stato fin da subito un bimbo molto attivo nel mangiare,ma questo non gli ha impedito di avere un forte calo fisiologico che lo ha portato ad avere anche la febbre. Così mi hanno nuovamente dato l'aggiunta:sono andata in panico. Ho chiamato subito Monica, la quale mi ha dato qualche dritta e mi ha tranquillizzata dicendo che avrei potuto recuperare una volta tornata a casa. Così, appena rientrata,l'ho richiamata,è venuta da me ed ha controllato l'attacco del bimbo,che fortunatamente era perfetto,e con pochi piccoli accorgimenti,come l'uso del tiralatte con una coppetta idonea,integratori naturali,massaggi al seno ho proseguito nella mia ricerca di un allattamento esclusivo al seno,eseguendo anche la doppia pesata per un paio di giorni,per verificare che il bimbo assumesse una seppur minima quantità del mio latte. Con il passare dei giorni mi sono accorta che Romeo non era piú interessato al latte artificiale perchè già sazio del mio e le doppie pesate mi hanno rivelato che stava aumentando bene. Al successivo controllo dalla pediatra ho scoperto che il bimbo aveva preso ben 350 gr in pochi giorni e che quindi i pasti al seno erano sufficienti. Nei giorni successivi abbiamo detto via via addio al latte in polvere e oggi,ad un mese dalla nascita,posso dire orgogliosamente di nutrire esclusivamente al seno mio figlio.

mercoledì 25 febbraio 2015

...chiedete aiuto se necessario e supererete tutte le difficoltà insieme ai vostri cuccioli... LA STORIA DI LATTE DI BARBARA E DELLA PICCOLA AZZURRA


-------------Prima che iniziate a leggere la storia di Barbara ci tengo a precisare che il paracapezzolo è un ausilio valido se usato per brevi periodi e limitatamente ai casi dove può essere davvero di aiuto. Non è un ausilio da usare già in ospedale alla prima difficoltà di attacco. Puà essere valutato l'uso, assieme alla vostra consulente professionale, nei casi in cui il bambino ha la bocca troppo piccola oppure se la mamma ha capezzoli piatti o invertiti in abbinamento ad un bambino con la bocca piccola , in caso si suzione debole con altri ausili che permettano di dare il latte materno senza usare il biberon...RIPETO NON E' UN AUSILIO DA USARE ALLA PRIMA DIFFICOLTA' DI ATTACCO ! Monica Bielli--------------
La storia di latte mia e di Azzurra è iniziata il 05/02/2015. Era la mia seconda gravidanza quindi tante cose le ho date per scontate; tra queste l'allattamento. Ero sicura al 100% che avrei allattato la mia bambina proprio come avevo fatto la prima volta con Andrea, con la stessa facilità e naturalezza. Ho imparato che non sempre le cose vanno come ci si aspetta, che per scontato non bisogna dare nulla e che i bimbi non sono tutti uguali. Dopo un parto lampo e dolorosissimo ho finalmente stretto al petto la mia bambina. Come feci per suo fratello ho provato ad attaccarla subito al seno, posizione pancia a pancia. Dopo un'ora di tentativi vani, nei quali lei sembrava quasi giocare col capezzolo, ho chiesto aiuto ad un'ostetrica che con fatica è riuscita ad attaccarla. Dopo meno di un'ora Azzurra dormiva, così l'hanno portata via per la visita. Il primo giorno l'ha passato a dormire e vomitare liquido amniotico, le infermiere mi dicevano di stare tranquilla che era normale il primo giorno. Il secondo giorno quasi lo stesso, dormiva quasi sempre e ogni volta che provavo ad attaccarla i miei tentativi fallivano miseramente. Col passare del tempo la mia frustrazione aumentava, non riuscivo a spiegarmi il perchè di tanta difficoltà ad attaccarsi, dovrebbe essere naturale ed istintivo per un bimbo, perchè lei non ce la fa? Nel pomeriggio ho chiamato Monica di SOS ALLATTAMENTO che mi ha consigliato di spremermi un pò di colostro e darglielo con un contagocce. Così ho sguinzagliato mio marito in farmacia a comprarlo e per non mi ricordo quante volte mi sono letteralmente "munta" per poter dare qualcosa ad Azzurra. Mentre stavo per darle l'ultimo contagocce, ecco che arriva un'infermiera a prenderla per farle non so quale controllo e io le dicodi aspettare che finivo di darle il colostro. "Mi aspettavo una cazziata da qualcuno, invece la stessa infermiera di prima tornando in stanza mi ha detto che ho fatto bene a fare come ho fatto . Il mio umore era sotto terra, complice anche la stanchezza. Il giorno dopo, il terzo, avremmo dovuto andare a casa. Nel frattempo la montata lattea stava arrivando. Al controllo del peso, ovviamente, è venuto fuori che la bambina era calata troppo di peso per cui niente dimissioni. Fortunatamente quel giorno era tranquillo e sono stata aiutata ad attaccare Azzurra da un'infermiera famosa in reparto perchè si dice che riesca a fare attaccare tutti i bambini (la mitica Pinuccia, detta "Strilli"). Ci è riuscita anche con noi, a fatica e strizzandomi il seno non so quante volte. Ero un pò più serena e sicura che l'indomani saremmo andate a casa. Invece al controllo risultava ancora un calo di peso. Non è possibile, ho pensato, ieri si è attaccata e ha ciucciato e non poco, perchè è calata? Il pediatra mi ha detto di decidere se volevo andare a casa o fermarmi; visto che avevo già allattato con successo una volta si fidava delle mie impressioni e diceva di fare la cosa che mi rendeva più tranquilla. Decisi di fermarmi ancora un giorno, soprattutto perchè a casa con Andrea non avrei potuto dedicarmi totalmente ad Azzurra. Ho passato tutto il giorno a cercare di fare attaccare Azzurra e con fatica e qualche aiuto ogni volta ci sono riuscita. Alla sera sono andata al Nido per la doppia pesata e la mia infermiera del cuore (Strilli!!!) mi ha fatta fermare lì per dare la poppata. Alla fine aveva preso 40 grammi. Quella notte Azzurra ha dormito per 6 ore di fila (ed io con lei) quindi niente latte sino al mattino. Forse era ancora debole e aveva necessità di dormire piuttosto che poppare. L'indomani la buona notizia: ci dimettevano visto che la bimba aveva preso un pò di peso. Arrivate a casa il panico: mezz'ora per riuscire a farla attaccare. Ho avuto l'idea di farmi prestare un tiralatte e questa è stata la nostra salvezza. La sera non c'è stato verso, Azzurra non riusciva ad agganciare il seno. Dopo ore di tentativi vani e la bambina disperata, mi sono tirata il latte e gliel'ho dato con il biberon, coi sensi di colpa a mille e la sensazione di aver buttato alle ortiche il lavoro fatto in ospedale. Ma almeno la mia bambina aveva la pancia piena! Ho contattato Monica che è venuta a casa la mattina seguente. Azzurra teneva male la lingua (che forse era un pò cortina rispetto alla norma) e questo creava difficoltà nell'aggancio, oltre al fatto che i miei capezzoli non sono molto sporgenti. La nostra salvezza porta il nome di PARACAPEZZOLO. Dopo le prime difficoltà, Azzurra è riuscita finalmente ad attaccarsi e a fare le sue poppate. Ci metteva il suo tempo perchè dopo 5/10 minuti si abbioccava, ma pian piano abbiamo iniziato ad andare sempre meglio. Oggi, a 16 giorni di vita, siamo già riuscite a fare qualche poppata senza paracapezzolo, il nostro obiettivo è di riuscire ad eliminarlo completamente, un passo alla volta. Tutto avrei creduto, tranne che avrei avuto tante difficoltà per allattare. Mi son sentita dire che la bambina era pigra, che forse il mio seno non è fatto bene e per questo non riusciva ad attaccarsi. Per fortuna non ho la tendenza a farmi condizionare ma al contrario se desidero fortemente qualcosa faccio di tutto per raggiungerlo. E così ho fatto: anche se ho avuto dei momenti di forte sconforto e già mi vedevo alle prese con tiralatte e latte artificiale, mi sono scrollata, ho chiesto aiuto e grazie alla competenza e alla sensibilità di una professionista in gamba, alla fine ho raggiunto il traguardo. E' il consiglio che mi sento di dare ad ogni mamma: non ascoltate troppo chi vi sta intorno, non abbattetevi e non lasciatevi sopraffare dalla frustrazione, . Ah e oggi tutte le poppate sono state senza PARACAPEZZOLO!!!

mercoledì 18 febbraio 2015

Ce l' ho fatta principalmente grazie alla mia ostinazione... la storia di latte di Paola..


Vediamo un pó, da dove comincio...... Forse meglio dall'inizio. Terzo figlio, terzo allattamento, terzo inizio tragico anche se in tutti i casi montata in seconda giornata...... 9 anni fa a 28 anni ho il primo figlio allattato x 1 anno tra paracapezzoli, ragadi, doppie pesate, aumento ponderale meno del minimo, svezzamento a 3 mesi e mezzo, pappe serali preparate con latte artificiale perché lui non ne voleva sapere di aggiunte, integratori per me, ma almeno, tutto sommato, anche se in maniera traumatica, siamo riusciti ad andare avanti per un anno...... 5 anni dopo secondo figlio, inizio peggiore del primo. Una settimana in utin quindi latte artificiale per lui e io ogni tre ore a fare stimolazione in reparto con tiralatte elettrico. Per fortuna il piccolo é bravo e appena uscito accetta di buon grado le tette di mamma seppur con paracapezzolo per capezzoli piatti. Questa volta purtroppo andiamo avanti solo 8 mesi sempre a causa di doppie pesate che dicono che il piccolo prende poco. Solo che lui l' aggiunta la accetta e addio latte a 8 mesi. Tre mesi fa arrivo del terzo nanetto nato 1 mese prima come il secondo ma mentre lui era 3.420 kg questo é solo 2.620 quindi poca forza. Per fortuna sta bene e subito viene in stanza da mamma anche se con una "cattiva notizia": glicemia bassa quindi dato latte artificiale subito e continuare finché non inizia ad allattare bene. Ed inizia il dramma. In seconda giornata arriva la montata ma lui piccino dopo tre ciucciate dormiva esausto un po' perchè ancora doveva capire dove fosse e un po' perché aveva poca forza. Quindi si va avanti con latte artificiale dopo aver succhiato al seno. Al quarto giorno usciamo con un peso di 2.450 in aumento e consiglio di aggiunta. Bilirubina alta quindi controllo a distanza di due giorni. Nel frattempo me ne infischio del consiglio dell' aggiunta e mi faccio prestare un tiralatte manuale. Iniziamo le poppate nella tranquillitá (se cosí si puó chiamare vista la presenza dei fratelli un cane un gatto e un marito)di casa nostra. Il nanetto si attaccava al seno sinistro e ciucciava anche per un 'ora poi passava al seno destro e poi nanna. Andiamo a fare il controllo della bilirubina ed é in aumento, mi chiedono se il bimbo mangia a sufficienza e bagna i pannetti e rispondo di si. Al che sia la dott.ssa del nido sia quella mia mi dicono di fare doppie pesate x vedere la quantitá di latte presa. Ci provo e mi accorgo che dal.seno sinistro in quell' ora di poppata prende solo 10 gr il resto lo prende dal seno destro. Provo a tirarlo da quel seno da cui prende poco e ne esce tanto ma con una maggior difficoltà rispetto all' altro seno quindi si stanca e si arrende accontentandosi. In ogni caso nel complesso prende la giusta dose compensando dall altro seno. Torniamo in ospedale dopo altri due gg (al quinto dalle dimissioni) e la bilirubina é ancora in aumento, al che decidono di pesarlo e si accorgono che ha perso 10 gr quindi 2.440 kg. Conseguenza: signora il suo latte non va bene. Dia l' aggiunta di latte artificiale perché il bimbo non cresce e se non prende peso non scende la bilirubina e rischia il ricovero. Io in crisi. Rispetto al primo bimbo sono piú informata e so che non esiste il latte " non buono" quindi non capisco cosa stia succedendo. Anche la mia pediatra mi prescrive l' aggiunta. Torno a casa con le bottigliette (tra l altro prenidina liquido che in commercio non esiste e faccio carte false x trovarlo 90 gr a 2.40 euro). Prima di dare il latte artificiale provo un altra cosa. Ogni poppata attacco a sx poi a dx poi tiralatte a sx e glielo do col biberon e inizia a fare grandi mangiate. Ogni poppata dura un ora e mezza. Non nego che per due notti ho ceduto al latte artificiale perchè non avevo la forza per tirarlo. Riandiamo al controllo. Peso aumentato e bilirubina in calo. Tornata a casa prendo le bottiglie rimaste di latte artificilae e le riporto al negozio. Inizio a tirare dal seno sx più del necessario x fare scorta x la notte e riesco a barcamenarmi tra poppate, tiralatte e biberon di latte materno. Nel frattempo facciamo prove di paracapezzolo x vedere se al seno sx riesce a tirare meglio, ne compro due diversi, spugnature e doccette calde massaggi, compro biberon con tettarelle simili al seno e che non facciano passare facilmente il latte, insomma un calvario e non ci facciamo mancare ragadi tagli tette al vento e vea oil. Nel frattempo mio marito, mia mamma, suocera e chiunque fosse a conoscenza della situazione mi diceva di mollare che non potevo stressarmi così che sarebbe cresciuto bene anche con latte artificiale che rischiavo non crescesse ecc ma io imperterrita ho voluto insistere e prendermi le mie responsabilità. Il latte c' era, dovevo solo aver pazienza e fiducia nel mio piccolo. Poi all' improvviso dopo un mese riesce ad attaccarsi e fare una poppata decente anche al seno sx esclusivamente in posizione rugby........nel frattempo facciamo il bilancio del primo mese. Il nanetto ha preso 4 cm e 1 kg e la pediata mi dice di fare doppie pesate solo x scrupolo x vedere se mangia a sufficienza. La mando al diavolo e continuo le mie pesate ogni due gg. Oggi a 3 mesi e 1 settimana siamo passati dai 2.620 kg della nascita a 5.240kg solo ed esclusivamente grazie alle tette di mamma e alla mia testardagine. Mi dispiace solo di aver ceduto con gli altri. Col senno di poi le cose sarebbero potute andare diversamente. In questi tre mesi ho chiesto consigli a un ostetrica e a Sara un amica consulente sull' allattamento e preso spunti dal gruppo SOS ALLATTAMENTO. Abbiamo valutato posizioni rimedi metodi e compromessi. Se non ci fossi riuscita non avrei avuto nulla da rimproverarmi ma ci sono riuscita e non lo dico x presunzione ma ce l ho fatta principalmente grazie alla mia ostinazione...... Ora va tutto benissimo e ha imparato a succhiare in posizione corretta da entrambi i seni ! E la cosa piú bella é vedere il mio piccolo addormentarsi dopo la poppata col capezzolo ancora in bocca il sorriso e la goccina di latte...

lunedì 2 febbraio 2015

HO ALLATTATO IN TV ! L'esperienza di Giorgia ...


Sembrava un giovedì qualsiasi di una settimana qualsiasi, quando ricevo una notifica: sono stata nominata in un post di Monica in cui si cercano mamme che allattano bimbi di circa 2 mesi... Ma siamo Bianca ed io! Contatto immediatamente il numero riportato e dopo 2 ore eccoci confermate per una trasmissione che Canale 5 vuole dedicare all'allattamento. Segue scambio entusiastico con Monica perché.. SIIIII: finalmente l'allattamento al seno sbarca in tv con tutto il suo carico di fatica e amore, dato e ricevuto, con tutte le possibilità che oggi hanno le mamme per sentirsi meno sole, dai gruppi di Auto Aiuto alle preziosissime Consulenti come Monica!!! E così, come se ci avessero regalato 2 ingressi nel backstage di un concerto dei Bon Jovi, ci diciamo a vicenda di quanto sarà bello far passare il messaggio "Latte Materno = cibo ma anche contatto, altissimo contatto e ascolto dei reali bisogni del bimbo" per di più su una Rete nazionale! Arriva il grande giorno: Bianca, Mattia ed io partiamo alla volta di Milano accompagnati da un orgogliosissimo nonno e raggiungiamo lo studio del pediatra. Mentre la squadra monta le luci e prepara le telecamere, inizio ad avere l'impressione che nessuno voglia ascoltare il punto di vista di una mamma, ma non mi perdo d'animo. Varie prove di inquadratura dopo capisco che la nostra presenza sarà di pura tappezzeria ... eppure sono convinta di quello che ci siamo dette con Monica e di quello che lei stessa ha ascoltato dalla redazione ... e continuo a non perdere la speranza. Ma la speranza era destinata a cedere da lì a poco: 2 parole con il pediatra e mi sento dire che allattamento "a richiesta" è quello secondo cui il bimbo viene attaccato al seno dopo che sono trascorse un certo numero di ore dalla poppata precedente ... e tanti saluti al contatto e all'ascolto. Segue registrazione e solito snocciolamento delle solite cose che ogni mamma si sente dire da tutti i medici: allattamento esclusivo fino a 6 mesi, OMS che consiglia latte materno fino ai 2 anni ma nelle società occidentali è bene arrivare solo fino all'anno, poppata cronometrata pari a 15 minuti a tetta, etc etc etc Ecco cosa ho imparato da questa esperienza: la strada per la comprensione assoluta dell'allattamento a richiesta è ancora molto molto lunga e piena di ostacoli. Se è vero che negli ultimi anni si sono fatti dei progressi in termini di condivisione da parte delle mamme (e il gruppo di Auto Aiuto SOS ALLATTAMENTO di Monica ne è solo un esempio), è purtroppo vero che fino a quando l'idea predominante resterà "Latte Materno = nutrimento" nessuno capirà fino in fondo cosa c'è dietro alla fatica dell'allattamento al seno. Allattare a richiesta è sacrificio, è essere disposte a tarare i propri orari sui bisogni del proprio cucciolo senza orologi né calendario, ma è anche bisogno reciproco di calore e di contatto, è conoscere se stesse e il proprio cucciolo in un modo tutto nuovo, è sentirsi parte di una crescita da misurare in emozioni grandi e piccole oltreché in chili e cm. Questa è la realtà per come la sto vivendo con Bianca, per come l'ho vissuta per Mattia e per come sento tante mamme viverla, anche se troppo spesso una mamma non può che sentirsi inadeguata se il suo unico punto di riferimento è un pediatra che ripete ossessivamente le indicazioni espresse nel servizio. Basti pensare all'unica domanda che mi hanno rivolto:"quante ore al giorno allatti?" come se fosse davvero una questione di quantità piuttosto che di qualità ... come può sentirsi una mamma il cui bimbo si attacca a fatica oppure resta attaccato praticamente 20 ore al giorno? Sicuramente disorientata, di sicuro inadeguata... Dopo questa esperienza, dal profondo del cuore mi viene da dire: seguiamo il nostro cuore, ascoltiamo i nostri cuccioli e non sbaglieremo MAI! Non abbiamo paura di sentirci sbagliate: se sentiamo di avere un problema o se pensiamo che qualcosa non va nella nostra condivisione con il cucciolo PARLIAMO, affidiamoci a figure specializzate, ma anche al confronto con altre mamme: non c'è forza migliore in quella che nasce aiutandosi reciprocamente. "E se non ho potuto allattare e sono stata costretta al latte artificiale come unica fonte di nutrimento per il mio bimbo?" qualcuna potrebbe dire... Non credo assolutamente che una mamma che mette tra se e il suo cucciolo un biberon sia "di serie B" o meno mamma di una che allatta al seno. Anche nell'uso del latte artificiale credo sia fondamentale mettersi in ascolto dei propri bimbi per dosare pause e poppate secondo le sue necessità e non secondo tabelle che dividono la giornata in intervalli precisi. L'abbraccio di una mamma che nutre suo figlio crea una barriera protettiva fatta di amore e attenzioni: non lasciamo che nessuno la intacchi e custodiamo gelosamente il nostro piccolo grande tesoro. Quanto al servizio in sè, ho visto comunque una grande vittoria: vedere allattare in tv ! Dopo i commenti che ho letto alla notizia di quella mamma inglese che era stata costretta a nascondere il figlio sotto un tovagliolo per non urtare la sensibilità degli avventori del bar in cui era, sono fiera di aver, nel mio piccolo, dimostrato che allattare è solo e soltanto un atto naturale ... Speriamo che almeno questo sia un inizio per un cambio di mentalità ... anche se vedo anche in questo caso una strada lunga e tortuosa...

lunedì 15 dicembre 2014

Per nessun motivo al mondo avrei rinunciato ad allattare Aurora. E questo lei lo sa.... la storia di latte di mamma Alice e Aurora


Un telo verde davanti al viso, una radio accesa e un’infermiera dagli occhi chiari che mi tiene la mano. E poi il musetto rotondo e assonnato di mia figlia. Questi i ricordi di quel martedì 30 luglio 2013, il giorno in cui è nata la mia Aurora. Mentre ero in sala operatoria, pensavo alle parole del ginecologo: “Signora, sembra che la bambina non cresca più… conviene farla nascere…” e pregavo solo che stesse bene. Per fortuna le mie preghiere sono state ascoltate: Aurora era in ottima salute, solo un po’ più leggera di molti altri bimbi, con i suoi 2,530 kg. Subito dopo il cesareo sono stata trasportata in una saletta post operatoria, e ho visto Aurora tra le braccia di Luca, il suo papà, che la guardava con gli occhi lucidi. Lei dormiva beata, ma come Luca l’ha messa sul mio petto si è svegliata e mi ha guardato… e lì ci siamo incontrate, mamma e figlia, pronte a prenderci cura l’una dell’altra, ad affrontare insieme un importante cammino di conoscenza, scambio, consapevolezza e amore. Aurora ha subito cercato il seno. Io, ancora provata dall’operazione, emozionata e timorosa di sbagliare, cercavo di aiutarla. Ho notato immediatamente una certa difficoltà di mia figlia ad attaccarsi: essendo piccina era più debole e spesso, dopo poco, si addormentava, oppure si arrabbiava perché non usciva latte ma solo poche gocce di colostro. La montata lattea è arrivata nella notte tra giovedì e venerdì. Ricordo come se fosse ora la sensazione di calore e la tensione al seno. Pensavo che con l’arrivo del latte “vero” i problemi dei primi due giorni si sarebbero risolti in un attimo. Mi sbagliavo. Aurora si attaccava raramente e dopo pochi minuti dormiva o piangeva disperata. In ospedale mi sentivo come in ostaggio: tutti a dirmi cosa dovevo o non dovevo fare, mille pareri discordanti, mille prove per fare mangiare la mia piccina. Mi dicevano di tenerla sveglia, di provare a farla attaccare anche quando lei non ne voleva sapere… mi facevano tirare il latte per poi darglielo nel biberon o con la siringa. Ero stanchissima e sotto pressione, passavo le giornate a piangere. Aurora non cresceva, con il calo era arrivata a 2,350 kg, e io temevo per la sua salute. Ogni mattina uno strazio, la pediatra la visitava al nido e il responso era sempre lo stesso: “la bambina non cresce”. E la colpa era mia. Mi sentivo, in realtà, doppiamente in colpa: la sua crescita si era arrestata nella pancia e ora che era nata non ero in grado di nutrirla come avrei voluto. Siamo rimaste in ospedale una settimana, una lunghissima settimana. Poi, finalmente, il 5 agosto siamo state dimesse. Aurora aveva preso poche decine di grammi, ma il pediatra aveva deciso di farci andare a casa. In realtà era ciò di cui avevamo bisogno. Di serenità. Di stare insieme a casa nostra e prenderci il nostro tempo. Perché io volevo con tutta me stessa allattare mia figlia, e sapevo che ci sarei riuscita! Il mese di agosto è stato durissimo. Per fare mangiare Aurora tiravo il latte almeno 3 volte al giorno e le davo l’aggiunta dopo la poppata al seno. A ripensarci ora mi sembra di aver vissuto con il tiralatte in mano, giorno e notte. Per fortuna avevo l’aiuto di Luca, che non si è risparmiato. E anche il supporto di Monica e delle mamme del gruppo Sos Allattamento… i preziosi consigli mi hanno aiutata ad avere coraggio e anche più fiducia nel mio istinto di mamma… un istinto innato che difficilmente sbaglia! Così, dopo poche settimane, abbiamo gradatamente eliminato le aggiunte e Aurora ha iniziato a mangiare solo ed esclusivamente al seno. Pian piano, giorno dopo giorno, tra le mie braccia, è cresciuta. In barba a chi pensava che non ce l’avremmo fatta vista la fatica iniziale; in barba a chi mi diceva “Ma lascia perdere! Per fare questa fatica, dalle il latte artificiale!”; in barba anche a chi, prima che nascesse, mi diceva che non sarei riuscita ad allattarla a causa delle dimensioni del mio seno non proprio da maggiorata! Vederla e sentirla attaccata a me è ancora e rimarrà sempre una delle sensazioni più belle al mondo. Nulla è così appagante, nessun momento così pieno d’amore. L’allattamento mi ha insegnato molto: a non mollare davanti alle difficoltà, a credere di più in me, ad essere più paziente. Per nessun motivo al mondo avrei rinunciato ad allattare Aurora. E questo lei lo sa. E infatti, ogni mattina e ogni sera, mi tocca con le sue manine e tutta contenta dice mi dice: “titta”!!!

mercoledì 10 dicembre 2014

Amore quindi è la parola che per me più si addice all’allattamento....riflessioni di mamma Claudia.


Qualche giorno fa Monica chiedeva sul gruppo facebook SOS ALLATTAMENTO di scrivere un’unica parola che rappresentasse per noi l’allattamento, io ho dato forse la risposta più scontata ovvero amore. A ben pensarci però, la parola amore è si scontata pensando all’allattamento però è quella che per me racchiude davvero tutti i sentimenti ad esso legati, in maniera reciproca da parte di mamma e bimbo. Questo pensiero scontato mi gira per la testa in questi giorni in cui, coi miei bimbi di quasi 6 e quasi 3 anni inizio ad essere un po’ in conflitto per la loro voglia di indipendenza e le loro prime ribellioni. Proprio oggi mio figlio grande mi ha detto: sei cattiva, cosa che mai aveva fatto prima ed io, forse complice il meteo infausto che porta malinconia, anziché rabbia ho provato smarrimento, nostalgia, tristezza. Per carità, è normale nell’educazione che un bambino di quasi sei anni si ribelli alle poche regole imposte , ma la nostalgia è legata a quei momenti idilliaci che passavamo insieme quando lui si abbandonava completamente a me e cercava nutrimento e coccole, mai un capriccio, solo voglia di contatto e sguardo perso nel vuoto con gli occhietti azzurri che mi fissavano pensando che io fossi il centro del mondo. Invece lui ora ha chiamato cattiva il centro del suo mondo, forse si è reso conto che invece il mondo è molto più vasto, che lui ha grandi potenzialità e che io, in qualità di genitore, protezione, amore incondizionato, rappresento anche in parte ostacoli e regole. La cosa mi ha un po’ turbato anche perché infondo la reputo giusta e perché mi vengono in mente i primi dissidi coi miei genitori emersi più o meno intorno a quegli anni se non prima, di cui però non ricordo. Capitolo seconda figlia; tre anni il 19 gennaio, spirito libero, disordinata, autoritaria, selvaggia, indipendente. L’altro giorno eravamo nei bagni dei bambini di un parco coperto, lei doveva fare il suo bisogno solido e ha voluto stare sola in bagno chiamandomi quando aveva finito. C’erano madri che mi guardavano stranite perché sto scriciolo di manco un metro mi gridava di stare fuori perché doveva fare da sola. Ecco, in virtù di questo “caratteraccio” levarle il seno è stato più che un normale processo di crescita, una vera battaglia psicologica fra lei, suo padre e me, perché la ragazza, nonostante tutta la sua voglia di solitudine, alla tetta proprio non voleva rinunciare e fino a 29 mesi abbiamo lottato strenuamente. Mi fermo un attimo, io sarei pure andata avanti ma, Davide è del 2009 e ha ciucciato fino a novembre 2011, quando io incinta di 30 settimane ho voluto smettere lui si è rassegnato senza troppi drammi, due mesi dopo è nata Viola che ho allattato fino a luglio 2014. Quindi, con una pausa di due mesi, ho prodotto il latte di una multinazionale di settore. Lei ancora oggi non ha del tutto accettato la scelta mia, con la finezza e la prepotenza che la contraddistingue mi saliva in braccio e si serviva da sola, potevamo essere ovunque anche in fila al supermercato. Nei momenti nostri di tenerezza (ebbene si, questa dispotica bimba è comunque una gran coccolona) lei si tira fuori il seno destro, da un bacino e ci si appoggia sopra e il cuore mio si gonfia facendomi desiderare di fermare il tempo. Mi vengono quindi in mente tutte le fatiche legate a questi cinque anni di allattamento ma subito questi pensieri sono prepotentemente rimpiazzati da nostalgia dei miei frugolini piccoli, quando io ero il loro centro dell’universo e quando volevano unicamente stare attaccati a me. Amore quindi è la parola che per me più si addice all’allattamento, perché per me ha significato questo, uno scambio continuo che rimarrà per sempre impresso nella mia mente e credo pure a loro. Avendo quindi avuto questa fortuna immensa, di quando erano piccini è la cosa che mi manca più di tutte le altre.

venerdì 5 dicembre 2014

...ho continuato, ascoltando il mio istinto e il mio bambino ... LA STORIA DI LATTE DI SILVIA E GIOELE..


La nostra storia inizia alle 3.04 del 28/11/2013 quando dopo un faticosissimo e lunghissimo Travaglio nasce Gioele con parto cesareo d'urgenza per battito cardiaco alterato. Di quella lunghissima notte ho dei ricordi un po' offuscati dalla fatica, ma quello che ricordo benissimo è il momento in cui mi dicono che i battiti del cuore di Gioele stanno calando e che lui è in sofferenza, devono intervenire subito, lui è incastrato e non scende, nonostante io spingessi con tutte le mie forze, cercano di mettermi la ventosa intanto che l'equipe sta preparando la sala operatoria, io piango e Dario il mio compagno è stravolto accanto a me ma cerca di farmi forza. Mi confesserà dopo di aver temuto per la nostra vita. La ventosa non riescono ad inserirla ed io vengo trasportata in sala operatoria, da lì a poco vedrò il mio bambino! Ero sdraiata su quel lettino, quasi in croce, perché le braccia sono praticamente bloccate dalle flebo, finalmente l'anestesia aveva fatto effetto e i dolori atroci che avevo fino a qualche secondo prima erano cessati, l'infermiera mi rassicurava e mi diceva che sarebbe andato tutto bene. Sento tirare e strattonare e penso che il mio bimbo è lì che sta nascendo, dovrei sentirlo piangere, ma non sento niente e cerco di tranquillizzarmi, al corso preparto ci hanno spiegato che non piangono subito i neonati, ma sono in ansia e chiedo al l'infermiera che mi dice che è nato e lo stanno visitando, un vitellino di 3.920gr per 55cm! Poi sento il suono più dolce del mondo, la sua "vocina" che urla! Gioele ha sofferto un po' il parto e devono tenerlo nella notte nella culletta termica perché fa freddo, me lo fanno vedere un secondo, gli do un bacio e me lo portano via. Non dimenticherò mai quel visino contratto e tutto rosso, era arrabbiato, povero piccolo. Verso le nove del mattino finalmente me lo portano in camera e l'infermiera mi chiede se volevo provare ad attaccarlo, mi dice che avendo i punti del cesareo probabilmente mi avrebbe fatto male, ma io in quel momento non sentivo niente, la fatica del travaglio e della notte appena passata erano svaniti, ero già seduta sulla sedia nonostante i punti e il catetere e aspettavo solo lui. Me lo mette in braccio e lui come sente la tetta ci si avventa sopra famelico e inizia a ciucciare, come se non avesse fatto altro nella vita, ci sono rimasta male, non credevo avessero un istinto così forte. Io rimango lì a guardarlo, le sue manine, il suo visino, era perfetto, una meraviglia. Gioele aveva una fame nera, i giorni in ospedale sono stati durissimi, lui piangeva sempre ed io cercavo di attaccarlo il più possibile nonostante i dolori ai capezzoli dei primi giorni, stringevo i denti quando si attaccava e pensavo ma se fa così male come faccio. Il secondo giorno arriva un'infermiera della nido e verifica se si attacca bene, lui ciucciava bene e mi controlla il seno, mi dice che è caldo e che ho un bel capezzolo di portare pazienza che il latte sarebbe arrivato e di tenere le tette al vento che così non mi sarebbero venute le ragadi, è così è stato. È stata durissima vederlo così disperato, lui ciucciava e ciucciava e poi si arrabbiava perché non usciva niente e mi tirava le testate. verso il terzo giorno i parenti cominciavano a consigliarmi velatamente di chiedere di dargli il latte artificiale, poverino dicevano sembra un uccellino, se non ti arriva il latte come fai, lui deve mangiare, ma io sono una testona e sono andata avanti così, è arrivato quasi al limite del calo fisiologico, ma finalmente verso la sera del quarto giorno mi accorgo intanto che ciuccia che le sue labbra che erano sempre secche iniziano ad essere umide e penso, sta arrivando ed è arrivato finalmente il latte! Il giorno dopo ci dimettono, finalmente arriviamo a casa e la stanchezza mi è arrivata addosso tutta insieme, come un treno. A casa i nonni che ci accolgono e festeggiano ed io seduta sul divano con lui in braccio che ciuccia, desideravo solo stare sola con il mio bimbo ed il suo papà nessun'altro attorno e invece tutti lì a guardarmi, mi sentivo sul tavolo dell'inquisizione! I primi giorni a casa sono stati faticosissimi, i nonni sempre tra i piedi a cercare di "aiutarmi" ed io non riuscivo a rilassarmi con il mio bambino. Fortunatamente il mio compagno capisce la situazione e dice a tutti di stare a casa loro per un po' perché abbiamo bisogno di stare soli, lui mi aiuta in casa, fa tutto lui ed io devo solo pensare a Gioele. È così prendiamo il nostro ritmo ci conosciamo, Gioele cresce benissimo, quasi un kilo al mese solo del mio latte, è un orgoglio quando alle visite la pediatra mi dice che ha una crescita perfetta e armoniosa, di continuare così! È così ho continuato, ascoltando il mio istinto e il mio bambino che sapeva benissimo cosa doveva fare, fregandomene quando mi dicevano che ciucciava troppo che mangiava sempre e che sarebbe stata dura fargli mangiare altro perché era troppo attaccato alla tetta. Invece Gioele che ora ha un anno mangia con gusto di tutto e adora ancora la sua tetina. Il mio bimbo mi ha insegnato tanto, ad aspettare che i tempi siano maturi a non giudicare le altre mamme, perché ognuna fa sempre il meglio per il suo bimbo ed è facile da fuori dire io farei diversamente, ma quando ti trovi con tuo figlio urlante, stanca da mesi di notti insonni a volte cerchi la via per sopravvivere e sopratutto mi ha insegnato a cercare sempre di essere serena perché loro vivono per un nostro sorriso. È questa è la fine della mia storia ma non del mio allattamento, andrò avanti fino a quando io e Gioele ne avremo voglia!

mercoledì 26 novembre 2014

Poi finalmente arrivò in camera tra le mie braccia.... la storia di latte di Sara e Edo.


Edoardo e' nato l'8/06/2013 prematuro a 34+4 settimane e pesava 2480kg...e questo ha fatto si che parte di quello che mi avevano raccontato al corso pre parto e avevo letto sull'allattamento era andato a farsi benedire. Lui non era in camera con me fin dal primo momento ma doveva stare in neonatologia con gli altri piccoli bimbi nati prematuri.. Ma per fortuna all'ospedale di Asti dov' e' nato mi dissero da subito: "Sig.ra quando vuole venga di la e provi a tirarsi il colostro per far arrivare la montata lattea che lo diamo al piccolo".. È così mi ritrovai i primi giorni a vedere la mia compagna di stanza dormire la notte col suo bimbo al seno ed io con le altre mamme coi tiralatte ad avere delle ventose rumorose attaccate al seno e a mettermi la sveglia anche la notte per andare dalle puerpere a tirarlo e portarlo in neonatologia per darne il più possibile a Edo!
che piccolo com' era faceva fatica ad attaccarsi e quando ci riusciva si addormentava, da lì l' iniziale paura che non crescesse, ma poi l' illuminazione della puerpera di farmi usare il paracapezzolo in silicone e Edo si trovò subito a suo agio tante' che uscimmo dall' ospedale dopo una settimana e aveva perso 30gr! E così comincio' il tanto atteso, sperato, faticoso ed estenuante allattamento a richiesta.. Edo arrivava a starmi attaccato anche 16/18 ore al giorno tra poppate e pisolini, siamo stati attaccati in bagno, a tavola, in macchina, nei negozi e non nego l' imbarazzo iniziale, ma lui cresceva sempre costantemente e tanto! Ebbene si era sempre attaccato e qualcuno me lo faceva pesare, mi faceva pesare l' amore che provavo nel tenerlo sul mio petto per proteggerlo da quel mio senso di inadeguatezza per non averlo protetto e sfamato dentro di me fino al nono mese. Perché alla fine da mamma di colpe te ne dai sempre, sia che lo attaccherai tutto il giorno, sia se ti sentirai troppo stanca da dover ricorrere all'aiuto dell'aggiunta ma solo tu sai che stai facendo tutto il meglio per lui/lei! Tutto il resto delle chiacchiere non conta! E così da scettica dell' allattamento prolungato siamo qui a 18 mesi a volerla come coccola o la notte, d altronde Edo non ha mai voluto ne biberon ne ciuccio e noi siamo sereni così, anche se capita che la notte dia una ciucciatina e poi si giri nel letto e abbracci il suo babbo! Dovrò sentirmi usata...ahahah.. No solo tanto felice! Ps grazie davvero in questi mesi ai consigli di Monica (anche a distanza) e delle altre mamme del gruppo sos allattamento!

lunedì 24 novembre 2014

..io, te e la tetta... la storia di Sara e della piccola Greta.


Greta è nata il 9 luglio 2014, con 9 giorni di ritardo. Dopo il parto ho subito provato ad attaccarlo ma il mio capezzolo non usciva e lei piangeva disperata. Io,già nel panico chiesi all'ostetrica se era normale e lei mi disse di si, di stimolarlo e di stare serena. Il giorno dopo il parto lei inizia ad attaccarsi ma lo fa talmente tanto forte che mi fa venire le ragadi.... e li iniziano i pianti miei. La seconda notte Greta urlava senza sosta, io piangevo disperata con lei perchè capivo che aveva fame ma non avevo latte o comunque troppo poco per sfamarla. Dopo aver chiamato 6 volte le puericultrici, mi mandarono un'ostetrica e lei fu la mia salvezza. Mi spiegó che se ero agitata io, la bambina lo sentiva e non si tranquillazzava; mi disse di stare serena che il latte sarebbe arrivato ma io dovevo stare tranquilla. E cosí feci. Greta si tranquillizzó dopo alcune ore e, dal giorno dopo, fu piú serena e voleva la tetta anche ogni mezzora. Arrivata a casa, molti parenti, come sentivano la bambina piangere dicevano "vedi, piange perchè non hai il latte" e il mio compagno, quando mi vedeva piangere per il male portato dalle ragadi, mi diceva di mollare perchè non potevo fare una vita cosî. Io invece niente, fazzoletto per le lacrime e sulla bocca per evitare di insultare tutti, continuai e cosí ad oggi, dopo quasi 5 mesi, la allatto io... non nego che ogni tanto le do l'aggiunta di notte, ma sono contenta cosí. Sono contenta di non aver mollato per colpa degli altri. L'allattamento è un momento stupendo: di coccole, amore e riposo. Grazie a Monica che mi ha sostenuta appena arrivata a casa, mi ha dato utili consigli e mi ha rassicurata.