domenica 1 novembre 2015
IL RUOLO DEL FRENULO NELLA SUZIONE E NEL LINGUAGGIO
lunedì 28 settembre 2015
Allattare si può... La storia di latte di Cinzia e Manuel...
Manuel dorme. Eccomi qui. Qualche minuto per portare la mia esperienza.. piccola al momento (7 mesi e mezzo non è tanto) ma ricca di volontà.
Non esiste allattamento senza parto, e il mio non è stato dei migliori. Il mio vissuto è stato pieno di sofferenza: un travaglio che non è partito, un cesareo e per non farci mancare nulla anche una bella trasfusione di sangue. Ora, io avevo tutte le mie idee sul parto non ospedalizzato, le aspettative erano tante e sicuramente non è stato facile, però immaginatevi quanto sia delicata e fragile una mamma (anche la mamma che ha potuto provare il miglior parto in assoluto) e di come stravolge la vita una creaturina nuova da amare e di cui prendersi cura…
Oltre a questo il mio seno era la parte del corpo con cui meno avevo confidenza, un seno piccolo su cui non ho mai puntato certo il mio sex appeal … ma ci tenevo ad allattare ed ero informata su tutto , ma proprio tutto.
Tutto nella teoria…
Non faccio in tempo ad uscire dall’ospedale con una montata lattea che non riuscivo nemmeno a indossare la canottiera , il contatto col seno mi faceva male, mi dava fastidio, ed erano i primi di febbraio.. chiedo Monica di venir a casa il prima possibile… mi dimettono con un sacco di “cose da fare” (puntura per far coagulare il sangue , ferro, ecc) il mio compagno ed io torniamo a casa,e panico!!! Non riuscivo ad attaccare Manuel.. non c’era nulla da fare. Io ero tesa, non depressa, ma vedevo solo tutto grigio , un elefante davanti agli occhi non mi permetteva di godere di quel “ cosino” tra le mie braccia.. (a volte, confesso che rimpiango questo, così nel presente di oggi me lo strapazzo di coccole)
Una volta a casa per fortuna avevamo un po di latte artificiale e la notte è andata, con momenti di panico ma è andata .. alle 10 deve arrivare Monica! io stavo troppo in preda ad un vortice di tensione (muscolare soprattutto) , ormoni.. era così, ed è stato così per molto tempo ancora. Di prima mattina viene mia mamma ( maternage zero) a casa che miracolosamente mi attacca il bambino… poi arriva Monica e con lei vediamo come ciuccia Manuel, l’attacco, il seno.. che era intoccabile.. i capezzoli, le piccolissime ragadi che sembravano potessero uscire..e tante lacrime.. non riuscivo a trattenere le lacrime..
Avrei voluto un parto differente , la mia condizione fisica mi buttava tremendamente giù di morale, mi sentivo inadatta, incapace, non ero riuscita a partorire, non riuscivo ad allattare, di notte sudavo da quanto il mio corpo era fragile, davo a Manuel il latte artificiale perché io non ce la facevo fisicamente, mi hanno raccomandato di non tenere il mio cucciolo in braccio in piedi dato che sarei potuta cadere come una pera cotta… non avevo nessuna forza dentro di me.. come un gatto che si morde la cosa.. sentivo che stavo soffrendo e stavo male e più vivevo questo e meno riuscivo a spostare quell’elefante davanti i miei occhi…
Tra mia mamma che diceva che il bambino non si attaccava e mia suocera che non vedeva il latte… ero sballottata tra i mille consigli di tutti, e dalla paura che Manuel non crescesse, che non dormiva perché non lo saziavo abbastanza..
.. ma ogni volta che piangevo il latte sgorgava a fiumi…
Un episodio di questi ricchi di emozione, lacrime e risa, (perché poi ci sono state anche le risa) è stato quando Monica mi ha fatto provare un paracapezzolo e dopo che Manuel si è staccato ho visto il latte con la schiumetta… come quella del cappuccino per intenderci… riso e pianto si mescolavano con l’emozione di nutrire il mio bimbo.
Monica mi ha fatto visita ancora.. e poi continua a far parte di questa nostra avventura di allattamento…
Vorrei condividere ancora una cosa, che spesso è vissuto come un tabù per le mamme.. comprato il tiralatte, Monica è a farci visita quando le spiegavo la sensazione che provavo, non ricordo le parole esatte.. ma mi ero espressa così : “ mi viene voglia di dare dei calci” di fatto si chiama disturbo disforico di emissione, col tempo è passato, (io sono la prova vivente che passano certe sensazioni!!) ho prediletto il ciuciatore originale dal tiralatte, però a me è successo, di aver male ai capezzoli, di aver degli ingorghi, di credere di non farcela a continuare ad allattare… intorno a me e dentro di me ho dovuto combattere molto, ma avevo una buona alleata : Monica. E ringrazio anche la mia amica Felicitas che mi ha dato tanto supporto. Ma soprattutto a Manuelito, perché è per lui che ho trovato la forza interiore col tempo di spostare quell’elefante.
Allattare si può.
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mercoledì 25 marzo 2015
...oggi, ad un mese dalla nascita, posso dire orgogliosamente di nutrire esclusivamente al seno mio figlio... LA STORIA DI LATTE DI ERICA E ROMEO
La mia storia di latte inizia da lontano,esattamente dal 2012,anno in cui è nato il mio primo figlio. Nei nove mesi che mi separarono dalla nascita ho letto libri e riviste su gravidanza,allattamento e cure prenatali;tutti a dichiarare che piú si attacca il bambino e piú la produzione di latte aumenta."Benissimo"ho pensato "è facile!". Poi il 26 aprile è arrivato Gioele, un po' pigrotto nel mangiare. Ogni volta che potevo lo attaccavo al seno,ma complice un cesareo,un bimbo sonnacchioso(a tutt'oggi preferisce dormire che mangiare!) e nessuna informazione sulle consulenti,sono uscita dall'ospedale con l'aggiunta:il bimbo aveva perso piú di mezzo chilo. Di questa aggiunta non mi libererò mai,fino a trasformarlo in un allattamento artificiale. Mi sono sentita una fallita. Pochi mesi dopo ho conosciuto quelle che sarebbero diventate due carissime amiche ed entrambe mi hanno consigliato,in un'eventuale altra gravidanza, di rivolgermi ad una consulente,facendomi il nome di Monica. Il 25 febbraio scorso,con un cesareo d'urgenza,viene alla luce Romeo. Avendo avuto sofferenza durante il travaglio e la nascita è stato trattenuto per 5 ore in osservazione. Ho pensato che il mio allattamento era già compromesso. Quando sono riuscita a stringerlo finalmente tra le mie braccia,l'ho attaccato subito al seno. Fortunatamente è stato fin da subito un bimbo molto attivo nel mangiare,ma questo non gli ha impedito di avere un forte calo fisiologico che lo ha portato ad avere anche la febbre. Così mi hanno nuovamente dato l'aggiunta:sono andata in panico. Ho chiamato subito Monica, la quale mi ha dato qualche dritta e mi ha tranquillizzata dicendo che avrei potuto recuperare una volta tornata a casa. Così, appena rientrata,l'ho richiamata,è venuta da me ed ha controllato l'attacco del bimbo,che fortunatamente era perfetto,e con pochi piccoli accorgimenti,come l'uso del tiralatte con una coppetta idonea,integratori naturali,massaggi al seno ho proseguito nella mia ricerca di un allattamento esclusivo al seno,eseguendo anche la doppia pesata per un paio di giorni,per verificare che il bimbo assumesse una seppur minima quantità del mio latte. Con il passare dei giorni mi sono accorta che Romeo non era piú interessato al latte artificiale perchè già sazio del mio e le doppie pesate mi hanno rivelato che stava aumentando bene. Al successivo controllo dalla pediatra ho scoperto che il bimbo aveva preso ben 350 gr in pochi giorni e che quindi i pasti al seno erano sufficienti. Nei giorni successivi abbiamo detto via via addio al latte in polvere e oggi,ad un mese dalla nascita,posso dire orgogliosamente di nutrire esclusivamente al seno mio figlio.
mercoledì 25 febbraio 2015
...chiedete aiuto se necessario e supererete tutte le difficoltà insieme ai vostri cuccioli... LA STORIA DI LATTE DI BARBARA E DELLA PICCOLA AZZURRA
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lunedì 2 febbraio 2015
HO ALLATTATO IN TV ! L'esperienza di Giorgia ...
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